17 punti e miglior rendimento casalingo. Mal di goal evidente, ma la Salernitana c’è

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La sconfitta di Venezia, probabilmente perchè capitata dopo una vittoria ed al cospetto di una squadra che ricordava i fasti di 21 anni fa, ha incupito la piazza di Salerno. Molte le critiche sferrate in relazione ad alcune scelte di formazione ed al “non gioco” dei granata a seguito della rete del vantaggio di Domizzi. Eppure, nessuno si lamentava del modo con il quale la formazione granata era riuscita a prevalere sul Verona e sul Perugia, soffrendo più del dovuto, ma riuscendo ad essere cinica come non mai. A Venezia, in una partita incanalata sullo zero a zero ove gli episodi l’hanno fatta da padrone, questa volta a danno della Salernitana, la squadra granata è tornata in laguna mantenendo una posizione di alta classifica, quasi impensabile ad inizio campionato. Perchè al netto della carenza dei goal presente nel dna di molti degli attaccanti e di una formazione avente nella fisicità e compattezza, le sue principali caratteristiche peculiari, con i giocatori di maggior qualità (sulla carta) giunti a Salerno fuori forma o privi del ritmo partita, forse qualcuno ha omesso di valutare che tale posizione è stata raggiunta proprio grazie a quelle caratteristiche venute meno in laguna (dopo il goal del vantaggio dei lagunari) e sfruttate a proprio favore dagli avversari. Ci sta tutto, così come l’assenza di un bomber a cui la società dovrà rimediare per puntare, davvero, a qualcosa di importante. In caso contrario mettere sotto accusa una squadra che, pur non brillando è stata in grado di porsi alle spalle (al momento) Crotone e Cremonese (allestite con maggiore capacità economica), significa considerare come “Ferrari” una berlina (full optional, ma pur sempre berlina)che per assetto conferitogli dallo stesso allenatore, con tutti i limiti e difetti strutturali (non tutti colmabili con il lavoro tecnico-tattico), è riuscita ad ottenere più di quello che, attualmente, è nelle proprie corde…