20 A…nni fa – 12/09/98, Roma-Salernitana 3-1

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Questa stagione sportiva è doppiamente importante per la Salernitana, in quanto ricorrono due anniversari fondamentali nella storia della Bersagliera. Il primo, manco a dirlo, è ovviamente il Centenario. Il secondo è un Ventennale. Esattamente 20 anni fa, 12 settembre 1998, la Salernitana esordiva nel suo secondo – e purtroppo fino a questo momento ultimo – campionato di Serie A della sua storia.

Un torneo che SalernoGranata.it ripercorrerà partita dopo partita, giornata dopo giornata. A cominciare dalla prima, quel Roma-Salernitana disputato allo stadio Olimpico proprio il 12 settembre 1998.

Il Maestro contro l’Allievo. Così i quotidiani dipingono il match tra Roma e Salernitana, valevole per la 1/a giornata di Serie A 1998/1999. Il Maestro è ovviamente il tecnico dei capitolini Zdenek Zeman, l’Allievo quello granata Delio Rossi, entrambi attuatori del 4-3-3. E con questo schema tattico le due formazioni si schierano in campo. Roma in formazione tipo con le uniche novità di Chimenti, ex di turno, schierato in porta al posto dell’infortunato Konsel e di Bartlet, 24enne attaccante argentino prelevato dal Lanus. Dal canto suo, la Salernitana rivoluziona per trequarti la difesa tipo dello scorso vittorioso torneo di B. “Sopravvive” il solo Tosto a sinistra, Bolic è preferito a Del Grosso sulla destra mentre al centro, ceduto Cudini al Torino e con Ferrara in lista di sbarco in panchina, spazio al giovane Fusco che fa coppia con il pezzo più pregiato del mercato granata, il camerunense Rigobert Song, che si è ben fatto valere durante i recenti Mondiali di Francia. Centrocampo base con Breda “accerchiato” dai due Tedesco, mentre in avanti con Di Vaio squalificato e Artistico e Ricchetti ceduti, spazio ai volti nuovi Marco Rossi a destra e Chianese al centro. Ciro De Cesare completa il tridente offensivo. Arbitra il signor Cosimo Bolognino della sezione di Milano. La partita si disputa davanti a 62651 spettatori, dei quali ben 15000 provenienti da Salerno. La Curva Nord dell’Olimpico è interamente colorata di granata e per la prima volta i tifosi della Roma trovano pane duro per i propri denti nel lanciare i cori, perché spesso e volentieri vengono sovrastati da quelli degli ultras della Salernitana.

Nel primo tempo, i granata non mostrano timori reverenziali, anzi. La Salernitana gioca alla pari e meglio della Roma, trovando un meritato vantaggio al 43′. Punizione di Breda, sponda di Tosto e da pochi passi Song batte Chimenti. Salernitana in vantaggio e i granata festeggiano al ritmo di una danza africana, con lo stesso camerunense che funge da impeccabile coreografo. Un minuto dopo, però, la Salernitana rimane in 10. Fusco viene ammonito – troppo frettolosamente – dall’arbitro Bolognino per la seconda volta a causa di una perdita di tempo. 60 secondi dopo, però, i granata hanno la palla dello 0-2. Chianese si trova a tu per tu con Chimenti ma spara clamorosamente a lato. Si rientra in campo e purtroppo Delio Rossi commette l’errore di non inserire subito un difensore centrale di ruolo. Una mossa che viene fatta solo al 49′, con Ferrara che rileva De Cesare, vale a dire due minuti dopo il pareggio della Roma con un colpo di testa di Paulo Sergio su cross di Alenitchev. La Salernitana, nonostante l’inferiorità numerica, non demorde e Breda coglie una clamorosa traversa direttamente da calcio di punizione. Alla lunga, l’esperienza romanista però prevale. Il 2-1 lo firma Totti al 61′ con un rasoterra dal limite che non dà scampo a Balli, mentre all’83’ Paulo Sergio chiude i giochi ancora di testa su cross di Tommasi. Termina così il ritorno dei granata in Serie A. Una sconfitta dal punto di vista del risultato, ma non certo del gioco.

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