Accredito: da strumento di lavoro a privilegio per “pochi”

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Nonostante il grande sacrificio posto in essere dall’editore Rocco Calenda, da otto anni alla guida dell’imbarcazione “Salernogranata”, mai la testata giornalistica in questione aveva subito una tale vessazione del diritto sacrosanto di cronaca. Sottratto per antipatie personali a danno di componenti di una redazione che da anni lavora al servizio dei tifosi al fine di raccontare i fatti senza mai piegarsi a compromessi. Tale modus operandi poco confà alla società granata, la quale, risulta essere poco inclina alla descrizione dei fatti raccontati con continenza ed in modo oggettivo, valutando, accertando le fonti per poi assumersi le responsabilità di quanto apposto su carta. La Salernitana piuttosto che tutelare la propria immagine da eventuali (e tutte da dimostrare) scritti offensivi o denigratori a proprio danno, agisce sottraendo un organo di informazione dal suo luogo naturale, chissà, forse per mera antipatia(?), senza provvedere neppure a motivare il diniego. Da una società che dice di puntare alla massima serie, tale caduta di stile, tale ignobile lesione del diritto al lavoro, rappresenta una macchia indelebile per una compagine, ormai, sempre più distante dalla città come dimostra, per altro, il dato al botteghino in netto calo. Quest’ultimo è un elemento inconfutabile che costituisce l’effetto consequenziale di quei fatti narrati da tale redazione, evidentemente, risultanti essere poco digeribili dal padre padrone di turno. Ma tant’è la critica, signori, è un diritto sancito dalla Costituzione non una concessione come per l’accredito…concordato!!!