Anderson chiamato a sfatare il tabù degli olandesi

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Tra gli acquisti della Salernitana in questa sessione di mercato 2018, senz’ombra di dubbio spicca quello di Djavan Anderson. Il laterale proveniente dal Bari dovrà macinare chilometri e chilometri sulla fascia destra per far entusiasmare i tifosi granata. Su di lui però pende una spada di Damocle, quella della sua nazionalità.

Anderson infatti è olandese e gli unici tre “orange” che hanno giocato con la Bersagliera non hanno certo lasciato un buon ricordo, anzi. I primi due giunsero nell’estate 1996. Partiamo dall’attaccante, Stefan Jansen. Prelevato dal Cambuur (squadra che è stata pure di Andersen) doveva far coppia con Giovanni Pisano. Disputò invece 16 partite, 11 dall’inizio con una rete all’attivo, a Marassi contro il Genoa il 27 ottobre 1996. Poi, esonerato Colomba e arrivato Varrella in panchina, Jansen sparì dai radar a favore di Masinga e Artistico. Nella stagione successiva provò ancora in Italia col Potenza ma senza successo. Tornò quindi in patria per continuare una discreta carriera (vanta anche una presenza e una rete da giovanissimo nell’ottobre del 1990 in Coppa Uefa con la maglia del Roda) terminata nel 2008 con la casacca dello Schijndel.

Poi, il difensore, Maickel Ferrier. Approdò in granata dopo una toccata e fuga a Verona, dove il suo acquisto venne contestato dai tifosi scaligeri essendo un calciatore di colore. Con la Salernitana andò meglio dal punto di vista ambientale, meno da quello sportivo. Appena 75 i minuti giocati in granata, distribuiti su 4 partite contro Palermo, Lucchese, Cremonese e Cesena. Poi, il nulla. Andò in prestito a Catania dove, in Serie C2, disputò 14 partite. Nell’ottobre del 1997, la Salernitana lo rispedì in Olanda dove terminò di giocare nel 2013 con il Noordwijk. Ora è un imprenditore della ristorazione.

Nel gennaio del 2001, alla Salernitana arrivò il terzo olandese, il centrocampista El Louhenapessy. Prodotto del settore giovanile dell’Ajax. L’Udinese lo portò in Italia nel 1997, ma in 5 anni in cui il suo cartellino è stato di proprietà dei friulani, non ha mai esordito in Serie A. Riuscì però a collezionare 17 presenze in Serie B, 12 col Genoa nel campionato 1997/1998 (con una rete alla Lucchese in trasferta) e 5 con la Salernitana nel 2001, anno in cui viene prelevato in prestito a gennaio. In granata, 5 scampoli di partita con Genoa, Ancona, Siena, Ternana, Piacenza e Chievo (nella sfida promozione in A dei clivensi). Dopo un’esperienza in Austria col Bregenz e tanto dilettantismo friulano (con l’unico intermezzo di un’esperienza alla Carrarese nel 2004), per una carriera finita nel 2011 con l’Aurora Buonacquisto.

Insomma, esperienze non certo esaltanti. Ma i tabù sono tali perché possono essere sfatati. E Anderson ha tutte le capacità per ottemperare a ciò.

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