Approccio sbagliato e prestazione insufficiente: la Salernitana cade ad Ascoli e scivola fuori dalla griglia playoff

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Seconda sconfitta nelle ultime cinque partite disputate dalla Salernitana. Altri tre gol incassati, un obiettivo che diventa rincorsa e un calendario tutt’altro che in discesa. La brigata granata cade sul rettangolo verde del Del Duca, viene sopravanzata dalle avversarie in classifica e scivola fuori dalla griglia playoff (a pari punti con il Chievo ottavo) dopo una lunga permanenza. Sul suolo marchigiano è andata in scena un’altra prova dai due volti per la Bersagliera: imbarazzante nel primo tempo e ad inizio ripresa, più convincente e con voglia di riscattarsi sul finale di gara. Eppure, in pochi riescono a salvarsi dalla disfatta di Ascoli: il sempre criticato Lopez e il gigante bosniaco Djuric.

Poi, tutti dietro la lavagna. Compreso Ventura. Certo, la colpa non va data completamente al tecnico: ciò nonostante, alcune scelte di formazione restano inspiegabili. Come lo schieramento di un negligente Billong al posto di Migliorini. Quest’ultimo ha riposato dopo due gare consecutive giocate: tuttavia, gli interrogativi restano due. Possibile che l’ex Avellino non abbia recuperato energie dal derby di una settimana fa? O ancora, perché non si è dato spazio ad Heurtaux dall’inizio? All’autentico disastro compiuto dal centrale in casa bianconera si affianca la condizione – mentale più che fisica – di Giannetti. Un fantasma, fuori dalla manovra e totalmente avulso dal gioco di squadra.

L’attaccante, infatti, lo si ricorda soltanto per un contatto dubbio nell’area di rigore. Segue il nulla cosmico. 45′ horror e l’ennesima chance gettata alle ortiche prima dell’ingresso di Cerci (uscito nel recupero per un problema fisico). L’aspetto preoccupante, oltre agli errori dei singoli, è quello psicologico della squadra. Il gruppo alterna prestazioni di buon livello e di grande carattere ad apparizioni sottotono e disordinate. Regalando sempre una frazione agli avversari. L’approccio molle del Del Duca è ciò che si imputa a Kiyine e compagni: il team di Dionigi era alla portata, ma i granata hanno spento il motore ancor prima di cominciare. E la sconfitta è una logica conseguenza a quanto fatto vedere.

Il calendario, come riferito poc’anzi, diventa fondamentale. Nel tour de force di fine stagione si affronteranno compagini che militano attualmente nella parte alta di classifica. A partire dal Cittadella che – tra idee innovative e una concreta organizzazione di club – arriverà all’Arechi nel match di lunedì. Seguiranno Crotone, Empoli, Pordenone e Spezia. Serve la migliore Salernitana per non perdere l’opportunità playoff e, quindi, terminare un quinto torneo nell’anonimato.

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