Aya: “Pronto a riprendere, il calcio è importante e per noi è lavoro. Salerno è bellissima, mi trovo bene con tutti. Sulla Curva…”

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Si rinnova l’appuntamento via social per la Salernitana. Ospite odierno nella diretta Instagram sulla pagina ufficiale è stato Ramzi Aya, uno degli ultimi elementi aggregatosi alla rosa di mister Ventura. Di seguito, le dichiarazioni rilasciate dal difensore ex Pisa.

Sulla quarantena: “Sono a casa, in famiglia con moglie e figlia. Mi diverto a guardare e fare video divertenti. Cerco di divertirmi nonostante le 24 ore in casa”.

Sugli scherzi sui social: “Sicuramente è un momento difficile, sono abbastanza serio ma bisogna saper sorridere nonostante le avversità che ti portano a deprimerti. Mai abbassare la testa ma mostrare sempre il sorriso”.

Sugli allenamenti: “Ci alleniamo in smart-working, siamo controllati con il prof che dice cosa fare. Siamo in due gruppi, cerchiamo di tenerci in forma. Non si può correre più di tanto, puntiamo sul muscolare ed esercizi di forza. È tutto basato per non perdere la preparazione e la forma”.

Sul tempo libero: “Niente tv, serie e playstation. Ogni tanto guardo il tg. Guardo le cose che mi fanno ridere, sento qualche compagno e mi aggiorno sulla situazione calcistica del momento. È una situazione monotona ma almeno rido (ride, ndr)”.

Su come ripartire e la questione ingaggi: “È un momento difficile, per quanto mi riguarda sono pro a riniziare se il virus lo permette. I risultati stanno scendendo, per noi è un lavoro. Se riaprono i bar, deve riaprire anche il nostro sport con le giuste sicurezze. Il mondo del calcio è fondamentale in Italia, chiuderlo sarebbe un peccato e un danno importante”.

Sull aspetto fisico e mentale: “Ci vorranno 2/3 settimane, in vacanza magari hai possibilità di stare allenato. Qui in casa è dura anche mentalmente. Ri-allenarci sarà fondamentale, per me sarà come toccare il pallone per la prima volta. Non ho un rapporto clamoroso col pallone, immagina tra un mese e mezzo (ride, ndr)”.

Su Salerno: “Sono arrivato in una società super-organizzata, piazza importante e Salerno centro è bellissima. Le persone ti incoraggiano ma non sono invadenti. Per me è il top”.

Sul ruolo importante in squadra: “Mi auguravo ciò. Quando si arriva a gennaio ci sono già delle basi e il mister ha idee diverse da quelle di Pisa. Sapevo di lavorare tanto, ho raddoppiato gli sforzi. Ho riguardo partite e non mi sono fatto trovare impreparato. Lo ringrazio perché sono stato parte integrante della squadra fin da subito, dando il mio contributo. Riprenderemo”.

Sul gruppo trovato in granata: “Con lo spogliatoio mi trovo benissimo, è un gruppo che rispetta il mio credo. Quando stiamo in campo, si lavora e c’è voglia di apprendimento. Mi trovo bene con Lopez, è un simpaticone e un leader. Djuric, Migliorini e Di Tacchio, è un gruppo ben collaudato anche sotto l’aspetto della personalità”.

Su dove si può arrivare: “Secondo me la squadra ha qualità e idee di gioco importanti, sappiamo che dobbiamo dare continuità alle prestazioni. La sconfitta di Perugia ci ha ridimensionato ma le basi ci sono per fare qualcosa di importante”.

Sulla posizione in campo: “Centrale nel modulo a 4 ma anche da terzino adattato. A 3 mi piace giocare al centro o a destra”.

Il momento che ha trasformato la passione in professione: “Ero un bel co*****e, quando ero a Rimini – convivente con mia moglie – non andava bene sotto l aspetto calcistico ed economico. Lì ho capito e mi è scattata la molla, ho cominciato a pedalare e risalire la china”.

Sull’esperienza alla Fiorentina: “Ho un ricordo bellissimo, sono cresciuto a Messina ma a Firenze ho capito cosa potevo fare. Porto dentro la panchina in Champions League contro il Liverpool, il Bayern e col Milan. Sono stato 4 anni pieni lì, ho fatto anche le mie stupidaggini. Lì sono cresciuto”.

Sull’avversario più forte: “Ho incontrato un fenomeno, Messias del Crotone”.

Sullo scherzo ad un compagno: “Ho legato i lacci di tutte le paia di scarpe, è stata una bella roba (ride, ndr)”.

Sul dialetto: “No, non ho imparato nulla. Ho parenti napoletani, capisco la parlata campana”.

Il pensiero della squadra: “Abbiamo la nostra chat di WhatsApp, ci sentiamo tutti i giorni. Stiamo vivendo a casa, abbiamo la speranza di ricominciare. Ci vediamo quando facciamo smart-working, stiamo sul pezzo e sdrammatizziamo”.

Sul calciatore preso di mira: “Maistro, confermo Di Tacchio (ride, ndr)”.

Sul giocare ogni 3 giorni: “Importante è riprendere a giocare, risolviamo questo problema. Cerchiamo di farci trovare pronti, sarà un problema di tutti”.

Sulla Curva Sud: “Bello, tanta roba. Salerno ha la particolarità di entrare da sotto la curva. Oltre un bel colpo d occhio, tanta adrenalina. Mi piace”.

Sul piatto salernitano: “Mangio semplice, mi faccio una pizza o un sushi. Non ho assaggiato piatti particolari”.

Sul ricordo più bello: “In panchina contro il Milan, Ronaldinho mi guardò disorientato e mi diede il cinque. Mi sono sentito un fenomeno (ride, ndr)”.

Sulla Nazionale tunisina: “Sono stato convocato in Under 21 a 18 anni ma rifiutai per problemi familiari. Ci spero, mi piacerebbe”.

Sulla Salernitana in A: “Ho visto qualche video, ho fatto vedere le immagini anche a mia moglie. Mi piace guardare i tifosi, le curve. Mi sono documentato”.

Sull’allenatore più simpatico: “Marco Osio, ex giocatore del Parma avuto a Rimini. Era uno di noi”.

Sulla Provincia di Salerno: “Non sono stato in Costiera, non mi sono allontanato. Sono sempre stato nei dintorni”.

Sul coro: “Non li ho imparati. Ogni tanto suono il tamburo con mia figlia e lancio un coro. Mi piace un coro ma non li ricordo, non voglio fare figuracce (ride, ndr)”.

Sul rapporto con la moglie sui social: “A mia moglie non piacciono queste cose, lei acconsente pur di vedermi sorridere”.

Sull’accoglienza: “Conoscevo Felipe ai tempi di Andria ma sono stati tutti molto cordiali con me. Avevo visto Cerci qualche giorno prima, una persona umilissima che mi ha raccontato qualche aneddoto. Djuric, Di Tacchio: mi hanno accolto tutti bene”.

Ancora sulla ripresa: “Sarà complicato, con le ore calde. Spero di sera. Ogni 3 giorni, questo è il nostro mestiere. Come dobbiamo adattarci noi, lo faranno altre persone in altri ambiti di lavoro. La squadra forte è quella che si adatta anche nei momenti di difficoltà, il nostro corpo dovrà adattarsi a questo. Stiamo lavorando, sarà importante la dedizione e la mente”.

Cosa ha spinto ad arrivare a Salerno: “Quando ero a Catania già c era stato un contatto, Salerno ha un certo tipo di fascina. Quando ho sentito il mio procuratore, abbiamo deciso di spostarci da Pisa e Salerno è stata l idea principale. C’è stata la possibilità, sono contento di questo”.

Sul restare a Salerno: “Ho due anni di contratto, ci potrei essere. Il calcio è strano ma qui sto bene”.

Sul raggiungimento della A: “Questa squadra non deve guardare troppo al futuro, è una squadra che deve guardare al presente e ragionare di allenamento in allenamento. Sapendo ciò che bisogna fare, è una squadra che può togliersi soddisfazioni. Non sarà facile, ma abbiamo le qualità per toglierci soddisfazioni”.

Su abitudini prima della partita: “Mi porto avanti qualcosa della partita precedente, non ho scaramanzie ma cambio in base all’umore”.

Sul commento finale di Micai (speriamo ti caccino): “Che co*****e (ride, ndr)”.

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