Bianco (Ematologo Ospedali Riuniti di Salerno): “COVID-19, superata l’emergenza, attenzione alla fase 2. Dobbiamo essere più spesso orgogliosi di essere campani. Se deve riprendere il calcio…?

Salernitana

Ieri, nel corso della trasmissione via web di SalernoGranata.it “Quarantena Granata” è intervenuto il dottore Rosario Bianco, ematologo degli Ospedali Riuniti “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Queste le sue principali dichiarazioni.

Sull’organizzazione dei nosocomi salernitani e sulla situazione attuale a Salerno riguardo l’emergenza COVID-19: “La situazione è abbastanza tranquilla e sotto controllo, per fortuna. Il Ruggi assieme ad altre tre strutture, il Curteri di Mercato San Severino, il Da Procida e Castiglione di Ravello, è stato ridisegnato per assicurare una pronta risposta. Sia nei reparti già esistenti, come quelli di malattie infettive, di terapia intensiva e di pneumologia. Sia nell’allestimento di un vero e proprio ospedale da campo all’esterno delle palazzine dell’ospedale. Poi, dal punto di vista della cura, è stato avviato un protocollo con due farmaci sperimentali che stanno dando risultati promettenti ed è in attesa di essere sottoposto all’Agenzia del Farmaco. Siamo pronti ad affrontare la fase 2, al 4 maggio e alle eventuali ripartenze che ci saranno“.

Sull’essere usciti dalla fase di stretta emergenza: “Se stiamo intravedendo la luce in fondo al tunnel? Decisamente sì. Il trend a livello nazionale si sta rispecchiando anche da noi. Nei primi giorni, avemmo quattro casi di pazienti positivi al Covid e deceduti purtroppo in breve tempo. Le successive misure di prevenzione adottate, però, hanno fatto in modo che nessuno del personale operante al Ruggi si sia contagiato. I dati dei nuovi contagi sono in calo un po’ per le misure preventive e un po’ perché si è imparato a gestire i pazienti nella fase acuta. Il calo dei contagi sta permettendo anche di poter dare delle terapie personalizzate ai pazienti ricoverati. Mi piace sottolineare che venerdì sia stato il primo giorno di zero contagi in Campania e, conseguentemente, in Provincia di Salerno“.

Sulla possibilità di arrivare a 0 contagi: “Arrivare al contagio 0 è molto difficile, ci accontentiamo dell’R0, ossia l’indice di contagiosità, che ora è stimato tra 0.5 e 0.7. Ossia, attualmente, una persona ha la capacità di contagiare al 70% solo un’altra persona. Presumo che ci sarà una convivenza con il virus nei prossimi giorni. Tenendo presenti questi fattori: minore sarà il contatto che avrò con le persone, maggiore sarà l’uso dei dispositivi di protezione come mascherine e guanti, minore sarà la forza del virus. Riducendo i contagi, miglioreremo le cure. Non avremo contagi 0, ma terapia intensiva e morti 0 possono essere obiettivi concreti“.

Su come la Campania ha affrontato questa fase d’emergenza: “Secondo me, dobbiamo ricordarci sempre più spesso di essere orgogliosi della nostra Campania. Abbiamo delle eccellenze e non solo le abbiamo, ma sono riuscite ad emergere in questo momento difficile, come per esempio il dottor Ascierto al Pascale di Napoli. Siamo stati bravi anche come cittadini. Basti pensare al dato dell’aumento di contagi a Milano e dal traffico pedonale che è comunque rimasto tra il 40 e il 70% nel milanese, come dimostrato dalle celle dei cellulari, e alla conseguente diminuzione dei contagi al sud. Poi, un fattore importante è stata la collaborazione e l’efficienza dei medici di famiglia della Campania“.

Sull’eventuale ripresa del calcio: “Sono d’accordo alla ripresa del calcio, con molta cautela. Dobbiamo essere bravi anche in questo. L’Italia è stata la prima a gestire l’emergenza ed è stata criticata prima e presa ad esempio poi. Però dobbiamo essere attenti a non fare come in Cina e in Giappone che prima hanno fatto la corsa a riaprire e ora stanno facendo la corsa a richiudere. Rischio contagio con un contatto tra calciatori in campo come in un contrasto? Il contagio avviene attraverso uno scambio ematico e non da tacchetti e da gamba. La principale trasmissione del virus è sempre attraverso i canali respiratori e con un contatto prolungato, cosa che certamente non avviene con un contatto di gioco repentino come può essere un contrasto di gioco“.