Ci scrive il tifoso Vignes: “Cacciamoli”

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CACCIAMOLI

Chiariamo subito che quanto sto per scrivere nasce da un sentimento forte, fortissimo, da un amore viscerale verso la Salernitana che mi accompagna da oltre 35 anni ormai e che, come a molti miei fratelli del resto, mi ha donato gioie immense, delusioni, trasferte, schiaffi e manganelli, amicizie e discussioni, sogni e nottate insonni; insomma tutto ciò che può esistere in un rapporto d’amore fra un tifoso e la sua squadra, la Salernitana ce lo ha regalato, da sempre. Detto questo, tutti voi capirete quanto è difficile riconoscere che questo amore è in crisi, nella forma però, sia chiaro, non nella sostanza. Una crisi dovuta all’intromissione di un terzo incomodo, gli attuali gestori, che trama silenziosamente e che mosso da chissà quali stimoli ed obiettivi, cerca di distruggere questa passione. Tutta la rabbia, la frustrazione, la voglia di ribellione che però sono scoppiate in città, sono la dimostrazione che sotto la cenere arde ancora fortissima, forse come mai prima, la brace di questo amore, pronta a riprendere forza e vigore, pronta a tornare a bruciare più forte che mai. Ed allora questa brace va sostenuta ed alimentata, con convinzione, nel modo più forte ed eclatante possibile. Chiarendo come sempre che qualunque forma di violenza o di mancanza di rispetto della legge da me verrà sempre condannata, mi chiedo se la città è pronta ad un’ azione che possa definitivamente chiarire a questi intrusi che a Salerno non sono più graditi. La provocazione che potrebbe dare questo segnale esiste, ed è più forte di tutto quanto messo in campo fino ad oggi. Ma ogni azione forte, lo sappiamo, deve poi aspettarsi una reazione altrettanto consistente e quindi le conseguenze possono anche essere pesanti, pesantissime e bisogna essere davvero forti e convinti per riuscire ad accettarle. Ed allora rifletto e mi chiedo: da una parte ci sono 2 o tre edicolanti ed un paio di strilloni che insieme a 30/40 tifosi ancora difendono questa società, il suo operato; dall’altra c’è la stragrandissima maggioranza della tifoseria che invece non vuole avere più niente a che fare con questi signori e che da tempo ormai li invita in tutti i modi a togliere il disturbo. Una dichiarazione di disgusto talmente forte da essere arrivati ad annunciare, covid permettendo, la totale diserzione dalle gradinate dell’ Arechi quando questo verrà riaperto al pubblico. Ma perchè? Perchè, mi chiedo, ad uscire dall’ Arechi dobbiamo essere noi tifosi? Perchè dobbiamo essere noi che la amiamo da sempre, in qualunque situazione e circostanza, noi che l’ abbiamo sempre difesa, sostenuta, osannata, protetta ed incoraggiata, ad uscire dal nostro stadio, dalla nostra casa? Perchè in questo maledetto paese a pagare devono essere sempre gli innocenti e mai i colpevoli? Perdonatemi per il paragone assai forte, ma lo stato d’animo che mi trovo a fronteggiare in questo momento è quello di una mamma che scopre che il proprio figlio fa uso di sostanze pericolose e decide di denunciarlo alle autorità. Questa povera madre deve decidere se per il figlio è meglio lasciare che vada incontro alla morte certa, oppure se sia meglio farlo arrestare con la speranza che possa tornare quello di una volta. Ebbene, io ho deciso ed ho scelto di denunciare. Ed allora sono pronto a chiedere al Sindaco di Salerno ed alla sua amministrazione, di trovare la soluzione legale migliore per NON CONCEDERE ALLA SOCIETA’ CHE ATTUALMENTE GESTISCE LA NOSTRA SALERNITANA L’ UTILIZZO DELLO STADIO ARECHI PER LE PROPRIE GARE CASALINGHE. Questi signori non ci rappresentano, non ci difendono, non comunicano nemmeno più con noi e quindi a casa nostra non li voglio più. Non so quanto, se, e come questa cosa sia eventualmente fattibile. So per certo però che se il popolo salernitano resta unito, riesce ad ottenere ciò che è giusto. Se non vogliono liberare la Salernitana, perlomeno CACCIAMOLI fuori da casa nostra. Andassero a mettere in scena i loro teatrini, le loro farse altrove, lontano da noi. Si cercassero un altro stadio in cui offenderci, PERCHE’ QUESTA NON E’ LA NOSTRA SALERNITANA. E quando si saranno stancati e lasceranno le macerie che hanno prodotto, noi sapremo prendercene cura e su quelle ricostruire, come abbiamo sempre fatto. La brace che ancora arde nei nostri cuori sarà pronta a tornare ad ardere più forte che mai, ma senza di loro e lo farà in eterno. Forza Salernitana, sempre.

Articolo a firma Vanni Vignes

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