Colpa dei calciatori? Ed allora si rafforzi la Salernitana a Gennaio. Ma se, invece…

Salernitana

Delle due l’una, o la colpa per la crisi della Salernitana è da attribuire ai calciatori e quindi a Gennaio si dovrà giocoforza partire con la rivoluzione, ma sarebbe più giusto chiamarlo rafforzamento, oppure è del tecnico, ed in questo caso non ci sarebbe altra scelta che sollevare dall’incarico Colantuono atteso che aspettare l’eventuale esito del match con il Foggia non farebbe altro che procrastinare il periodo no.

Diciamolo, è un’enigma la Salernitana, soprattutto a Dicembre, mese che da un paio di anni si sta rivelando natalizio per gli avversari e da horror per i tifosi granata. Tante premesse, squadra e pubblico a ballare sotto la Curva Sud Siberiano ma poi, come la scorsa stagione, il giocattolo di questi tempi si rompe, e si cerca subito il capro espiatorio. Ora tocca ai giocatori, rei di essere “mercenari” – ma quale mestiere non lo è- ieri spettava a Colantuono, che cuor di leone in atteggiamento tattico non lo è mai stato, ma lo si sapeva, chissà se toccherà alla società che  il campo ad oggi l’ha bocciata nella scelta dei cosiddetti top-player. Facile parlare a posteriori, si potrebbe dire, ma se “lo sforzo” economico per rendere questa stagione più competitiva è stato sostenuto per i vari Di Gennaro, D. Anderson, Djuric e Jallow ( ed in parte Micai),  non si può negare che dopo sedici gare di campionato tali investimenti non sono stati ripagati sul campo.  Ecco,  sarebbe opportuno partire proprio da questo aspetto, da coloro che avrebbero dovuto fare la differenza e non la stanno facendo, da coloro che avrebbero dovuto elevare il tasso tecnico della squadra ma che, numeri alla mano, stanno facendo addirittura rimpiangere i vari Ricci, Sprocati, Rossi e finanche Rodriguez. In quella Salernitana un pizzico di qualità c’era, ed in questa? Una domanda a cui ne fa seguito un’altra: è stata forse sopravvalutata questa squadra? Se la risposta è affermativa poco o nulla va imputato a Colantuono che certamente porterà la Bersagliera nei quartieri tranquilli della classifica; viceversa il trainer andrebbe esonerato non essendo in grado, numeri alla mano, di far rendere al massimo i propri calciatori.

Ma la risposta importante dovrà darla la società, che in effetti si è già sbilanciata negli obiettivi e che, pertanto, a prescindere dal condottiero, a Gennaio dovrà scegliere ben altri “guerrieri” se vorrà dare seguito a quanto legittimante sbandierato in estate. D’altronde il giro di boa è prossimo, e quest’anno spazio per errori o per lunghe valutazioni non ce ne sarà poi tanto. E nel frattempo sabato c’è il Foggia di Iemmello, dell’ex Mazzeo e …di Delio Rossi.

A cura di Armando Iannece