Da Cittadella a Cittadella: dalla media Colantuono a quella di Gregucci: vuoi vedere che con il tecnico di Anzio si “rischiavano” i play off?

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Dopo Cittadella, in una partita che lascia tante recriminazioni per quello che poteva essere e non è stato, è crollato un mondo. La Salernitana fino ad allora stava disputando un campionato di grande spessore grazie alla compattezza, strapotere fisico e capacità di sfruttare al meglio i colpi dei singoli. Così era stata pensata, in qualche modo amalgamata dal tecnico Colantuono, la Salernitana fuoriuscita dalle difficoltà del calciomercato estivo in cui Jallow e Djiurc sono giunti a lavoro estivo già effettuato e con una condizione fisica precaria. Con il 3-5-2 molto pragmatico ed inviso agli esteti, il tecnico Colantuono aveva capito le qualità di combattimento della squadra, sfruttandone fino in fondo le caratteristiche peculiari.  Grazie al contributo dei singoli ed allo spirito di squadra, con un Di Tacchio posto a protezione della difesa, la Salernitana aveva costruito il suo catino all’Arechi, riuscendo nel suo massimo storico a raggiungere la terza posizione. 20 punti in 15 partite prima della piccola crisi avuta nel trittico Cittadella, Brescia, Carpi con le prime due formazioni, risultanti essere, ancora oggi in lotta per obiettivi differenti rispetto a quelli della Salernitana. Che con la media-colantuono ed il 3-5-2 corretto male da Gregucci salvo poi ritornare in parte ai principi inizialmente inculcati alla squadra dal trainer di Anzio, avrebbe, chissà rischiato di disputare i play-off. Chissà se tale eventualità sia stata contemplata dalla società granata dalla quale, al netto di una posizione più che dignitosa, il tecnico di Anzio decise di dare respiro presentando le dimissioni all’indomani della sconfitta di Carpi: un atto di dignità personale ancora di più evidenziato dal cammino di una squadra che pecca di personalità, avente nel proprio condottiero in panchina, il solo ad avere avuto le idee chiare sull’identità tattica a differenza della Salernitana di  Gregucci – reduce da 18 punti in 17 partite – che ha avanzato il raggio d’azione tramutando la difesa granata da granitica ad una succursale della breccia di porta Pia… Forse, chissà, con Colantuono si sarebbe potuto davvero sognare  i play off?