Da “non avevate i palloni” a “mai stati così tanto in Serie B”. Eppure la storia dice altro…

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Un’insolita aria accompagna la Salernitana all’esordio stagionale. Si respira sfiducia e contestazione. Il gelo dello stadio Arechi sarà il teatro della partita con la Reggina. Un deserto che non coinvolgerà soltanto gli spalti di via Allende causa Covid. Anche la tribuna stampa presenterà posti vacanti. Il diniego degli accrediti ad alcuni organi d’informazione ha inasprito il clima a Salerno. Un ambiente colmo di dissenso: alla base i risultati tutt’altro che edificanti, una gestione sciagurata della Salernitana e una spaccatura del terzetto proprietà/stampa/pubblico. Nel frattempo, i vertici dirigenziali hanno alzato un muro nei confronti dei giornalisti che non seguono una linea filo-societaria.

Tuttavia, il direttore sportivo Angelo Fabiani – durante il soliloquio in conferenza stampa – ha recitato un’espressione che non può e non deve passare inosservata. Perché “buoni sì, ma fessi no”. E il mito del romano-salvatore dev’essere sfatato. “Nessuno ha detto che è il sesto anno in cui la Salernitana partecipa al torneo di Serie B, mai successo prima d’ora”, è la frase incriminata pronunciata dal dirigente granata. La solita fantasticheria per sviare agli argomenti principali (il fallimento perenne di un management disamorato della città) e gettare fango sulla storia centenaria del Cavalluccio. Riportando alla luce quella corbelleria dei palloni, ritornati a Lotito in un’iniziativa originale dei tifosi.

Se solo ci si informasse… La Salernitana, diversamente da quanto dichiarato da Fabiani, dal ’48 al ’56 è stata stabilmente in cadetteria alla ricerca dell’ambito traguardo. Obiettivo raggiunto e acquisito a cavallo del Nuovo Millennio, quando tra il ’95 e il 2005 la Bersagliera ha vissuto nove (lo scriviamo anche in numero, qualora dovesse sfuggire – 9) tornei in Serie B e, nel mezzo, la parentesi della massima vetrina sfumata clamorosamente. Il racconto millantato oggi con una breve ma pungente frase deve crollare definitivamente.

Ci poniamo due quesiti per i quali attendiamo risposte. Possibile che un ds che opera da anni nel mondo salernitano non conosca la storia della squadra? Questa superficialità deriva da una politica societaria distante dalla piazza? In attesa di una replica, auguriamo alla Salernitana un campionato degno del blasone del club. Ad altri, il ripasso delle gesta passate di chi ha operato in maniera obiettiva e per il bene della Bersagliera.

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