Francesco Di Tacchio, polmoni e geometrie al servizio della Salernitana

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Era nell’aria da parecchio tempo, oggi dovrebbe aggregarsi ai suoi nuovi compagni per il primo allenamento in maglia granata : Francesco Di Tacchio (’90) è un nuovo calciatore della Salernitana. Come arcinoto, arriva a parametro zero in seguito alla mancata iscrizione dell’ Avellino al campionato cadetto. Al di là della squadra di provenienza – fattore ormai molto relativo, basti pensare al tour campano compiuto da molti calciatori -, quello del centrocampista di Trani può rappresentare un innesto molto importante: mediano di rottura e rilancio, tatticamente accorto (sebbene con una certa propensione al cartellino), Di Tacchio con le sue caratteristiche s’integra perfettamente in quello che potrebbe rivelarsi il centrocampo più completo dell’era Lotito.

Possente (185 cm per 78 kg) ma abile negli scorrimenti laterali, il mediano cresciuto tra Ascoli e Fiorentina non ha fatto la carriera che ci si aspettava, ma rappresenta in ogni caso un calciatore di categoria. I viola, nell’ormai lontano 2009, decisero di investire 1,8 milioni di euro per acquisire il suo cartellino dai marchigiani, per poi spedirlo in prestito in giro per l’Italia per farsi le ossa.  Se la consacrazione a Firenze non è arrivata, Di Tacchio ha però avuto modo di farsi un nome prima in Serie C e poi nel campionato cadetto, cui parteciperà per la terza stagione di fila. Per comprendere meglio di che tipo di calciatore stiamo parlando, basti un aneddoto per tutti: 5 marzo 2016. Il Pisa di Gattuso, in piena corsa promozione, affrontava il Rimini in una gara che faticava a sbloccarsi; Di Tacchio non gioca un buon primo tempo e viene sostituito all’intervallo; da lì in poi solo panchina per un mese, per poi riprendersi le chiavi del centrocampo nerazzurro, e non mollarle più, il 9 aprile, aiutando il Pisa a centrare la B e a combattere per conservarla l’anno successivo.

Un calciatore, dunque, di ottima tempra, pronto a giocarsi tutte le sue carte anche in granata. Il suo difetto principale è la più che comprensibile scarsa velocità di base, cui però sopperisce con una buona capacità di lettura anticipata delle trame di gioco avversarie, che – unitamente ad una discreta facilità di calcio col piede preferito (il sinistro) – costituisce il suo pregio principale. Insomma, un innesto complementare – per età, esperienza e caratteristiche – a Palumbo, che non potrà che trarre giovamento dalla presenza di un collega più scafato. Le due ultime esperienze professionali non sono andate a finire benissimo, è ora tempo di riscattarsi: Di Tacchio di certo non si tirerà indietro.