Gerardo Soglia a SG: “La promozione del ’90 resta un ricordo vivo e bellissimo. Mio padre è stato sempre il primo tifoso dei granata, ma quell’assenza alla festa di Piazza della Concordia…”

Salernitana

Nel corso della trasmissione di ieri di SalernoGranata “Chiacchiere Granata” in onda sulla pagina ufficiale Facebook della testata, è intervenuto Gerardo Soglia, figlio di Don Peppino, il Presidente che riportò in B la Salernitana nel 1990 dopo 23 anni. Ed è naturale che le sue dichiarazioni siano state particolarmente incentrate sul ricordo di quel 3 giugno 1990.

Sul 3 giugno 1990: “Il mio ricordo è ancora vivo e bellissimo, ancor di più per averlo vissuto dall’interno con mio padre. Faccio fatica a trattenere l’emozione quando ricordo quella data e quella vittoria

Su quando si capì che la promozione era cosa fatta: “Dopo Brindisi, con i tifosi che quella sera vennero a festeggiare sotto la sua casa di via Roma a Salerno, mio padre capì che era cosa fatta. Nella settimana successiva predicava calma, diceva che ci voleva ancora un punto. Ma in cuor suo sapeva di affrontare un Taranto già promosso e in più aveva un buon rapporto con Clagluna, tecnico del Taranto che aveva allenato la Salernitana due stagioni prima. Quello 0-0 era un risultato già scritto, la partita non si è praticamente giocata. Per quanto riguarda il sottoscritto, credo che il momento in cui abbia capito che era l’anno buono fu la vittoria dell’andata col Palermo a Trapani“.

Sulla settimana di Peppino Soglia tra Brindisi e Taranto: “Fu la settimana più bella della sua vita, era al settimo cielo. E lo era da tifoso più che da presidente. Poi dopo non riuscì a godersi la festa con la squadra“.

Sul comunicato dei calciatori che pretendevano dal presidente Soglia il pagamento del premio promozione: “Ci fu quel famoso comunicato dei calciatori che avevano idee diverse da mio padre su quella determinata questione. Per questo, decise di disertare la festa di Piazza della Concordia, lasciando il palco alla squadra. Festeggiò con me, con un viaggio in macchina verso Parma, città dove abitava all’epoca. L’assenza alla festa di Piazza della Concordia fu una ferita per mio padre. Immaginate cosa avrebbe potuto combinare in quell’occasione“.

Sul perché la promozione del 1990 sia ancora oggi ricordata con affetto: “Penso perché si trattò di una promozione che aspettavamo da parecchio. Anche mio padre la aspettava dal 1987, ossia da quando divenne presidente. Ogni anno ha allestito squadre competitive ma, per un motivo o per l’altro, non andavano mai a buon fine. Sembravamo una città destinata alla C, con quella promozione abbiamo sfatato un tabù”

Sul rapporto del Presidente con i tifosi: “Mio padre era il primo tifoso della Salernitana, non ha mai avuto contrasti con i tifosi veri. Il suo amore per la Salernitana nacque nel 1946, quando all’età di 5 anni, venne portato al campo da Castel San Giorgio a vedere i granata di Viani. Quindi, è stato per tutta la vita un tifoso della Salernitana con una parentesi da presidente. Alcuni problemi sorsero con particolari ambienti di stampa e politica, che facevano pressioni su di lui con il chiaro intento di mettere le mani sulla Salernitana“.

Sull’anno della B: “L’anno della B? Nel girone d’andata facemmo bene, anche perché la squadra era competitiva. C’era l’ossatura della squadra che conquistò la promozione, con in aggiunta due elementi di livello come Pasa e Gasperini. Mancava però l’attaccante e questo ha pesato poi su quella retrocessione. Mio padre voleva solo Ravanelli come centravanti e ha sempre pensato che, fosse stato lui a condurre la trattativa, avrebbe convinto Penna Bianca a vestire il granata. Peccato perché sicuramente, in caso di salvezza, mio padre sarebbe rimasto presidente a lungo“.

Sul suo modo di gestire una società di calcio: “Mio padre aveva capito che il calcio stava cambiando. Infatti, stava dando una struttura manageriale alla società, affidandosi a elementi di prim’ordine come Manni, ad esempio. Poi partecipava alle riunioni di Lega, curava il rapporto con gli arbitri. Insomma, era avanti rispetto agli altri“.

Sulla ripresa del campionato di B e su cosa potrà fare la Salernitana. “Sarà un torneo concentrato nei tempi, una sorta di fase finale di un Europeo o di un Mondiale. La Salernitana ha due vantaggi: la presenza di un allenatore esperto come Ventura e il recupero di calciatori importanti che sono infortunati“.