Gli idoli “granatabiancoverdi” – Piero Fraccapani

Published on: 12 ottobre 2017

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Dopo Mauro Pantani, la nostra carrellata sui calciatori che hanno lasciato il segno sia con la maglia della Salernitana che con quella dell’Avellino prosegue con Piero Fraccapani.

Nato a Milano il 10 settembre 1948 e prodotto del vivaio del Milan, Fraccapani approda a Salerno nell’estate del 1971 dopo una precedente esperienza – tra B e C – a Padova. Il difensore non veste il granata in una stagione serena. La Salernitana si iscrive per il rotto della cuffia al campionato, grazie a un forte aiuto di Comune e Provincia. Nonostante tutto, i granata allenati da Giancarlo Vitali disputano un campionato dignitoso, concluso al quinto posto. Campionato dignitoso al quale Fraccapani contribuisce con 33 presenze. Le vicissitudini economiche del club granata, però, portano il milanese a essere ceduto – assieme a Pantani – al più ambizioso Avellino di patron Sibilia nell’estate del 1972. E Fraccapani diventa subito uno dei beniamini del “Partenio”. 58 presenze in due stagioni in biancoverde, la prima conclusa con la storica promozione in Serie B, la seconda con un’altrettanto storica salvezza in cadetteria. Nel 1974, il passaggio al Catania. E nel 1977 il ritorno alla Salernitana. Una stagione tribolata in panchina, sulla quale si alternarono Facchin, Masiero e il sempieterno Mario Saracino. Ma che alla fine si concluse con Costante Tivelli capocannoniere con 18 reti e il 6°posto in campionato che valse l’ammissione alla nuova serie C1. Passata questa stagione, nella quale collezionò 8 presenze, Fraccapani decise di appendere le scarpette al chiodo, ponendo termine a una dignitosa carriera tra B e C che vanta un piccolo record. In 9 stagioni da professionista, il difensore non ha mai provato la gioia del gol. Un dettaglio che però non gli impedisce ancora oggi di essere ricordato col sorriso sia a Salerno che ad Avellino.

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