I nuovi nostri: Niccolò Giannetti vuole tornare a stupire

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In attesa di novità sul fronte della trattativa che ha infiammato il weekend granata, il primo innesto in attacco della Salernitana 2019-2020 è Niccolò Giannetti. Punta toscana classe ’91, in gioventù Giannetti si è segnalato come uno dei prodotti più interessanti dei vivai nostrani. Nelle rappresentative giovanili di Siena e Juventus, Giannetti viaggia alla media di una rete ogni due partite (rispettivamente 28 reti in 55 presenze e 13 reti in 23 presenze tra Campionato Primavera e Torneo di Viareggio). Le sue ottime prestazioni non passano inosservate al tecnico bianconero dell’epoca, Gigi Delneri, che addirittura lo fa esordire prima in Europa che in Serie A: a 19 anni, dopo lo spezzone di esordio con il Salisburgo, Giannetti parte titolare nell’ultima partita del girone di Europa League e mette a segno la rete del vantaggio bianconero su assist di Alessandro Del Piero. Sembra l’inizio di una carriera da predestinato. Giannetti però, complice l’aria di rivoluzione che si respira in casa Juve, viene rispedito al Siena per fine prestito. Sarà solo l’inizio di una carriera all’insegna della precarietà fisica e tecnica che ha tarpato le ali ad uno degli attaccanti più interessanti della maledetta classe ’91 del calcio italiano (che conta tanti altri e più illustri giocatori offensivi esplosi da giovanissimi e poi rimasti a metà del guado: tra gli altri Borini, Zaza, Destro, Gabbiadini). Il primo ritorno di Giannetti a Siena fu solo estemporaneo: nelle due esperienze in prestito della stagione 2011-2012 – Gubbio e Sud Tirol – non riesce a lasciare il segno. Lo stesso accadrà nella stagione successiva, trascorsa nella sua interezza al Cittadella: all’ombra Giannetti metterà a referto 21 presenze e 5 gol, tutti realizzati nell’arco di 20 giorni (27 ottobre-17 novembre). Il suo periodo d’oro, come spesso gli è capitato, verrà interrotto da un infortunio. Il Siena decide però di puntare su di lui per la stagione successiva, e i 6 mesi restano a tutt’oggi il momento più luminoso e continuo della carriera di Giannetti: 7 reti ed un assist in 17 presenze e la sensazione di essere finalmente tornato ai suoi livelli. Il secondo semestre della stagione 2013-2014 vedono il nostro cambiare maglia ma non colori sociali e puntualità sotto porta: allo Spezia arriveranno 12 presenze, un assist e 5 reti, per un totale di 12 gol stagionali, maturati nonostante l’ultimo mese e mezzo di stagione trascorso interamente in infermeria. Ad oggi quella appena menzionata è l’ultima stagione in cui l’attaccante toscano è riuscito a varcare la soglia della doppia cifra. Dopo una stagione interlocutoria in Liguria (27 presenze e 6 reti), Giannetti viene acquistato da un Cagliari intenzionato a riprendersi la Serie A. Nonostante la folta e nutrita concorrenza, arriveranno 9 gol e ben 8 assist in 29 presenze. Gli isolani lo riconfermeranno anche per la stagione successiva, ma gli spazi in A si restringeranno ulteriormente: dopo 11 apparizioni, il Cagliari a gennaio lo rispedisce a La Spezia (9 presenze ed un gol). Tornato in Sardegna, la stagione 2017-2018 sarà vissuta interamente da gregario, rimandando a data da destinarsi l’appuntamento col primo gol in Serie A. Dato piuttosto curioso, considerato che il nome del nuovo attaccante granata figura invece sui tabellini di una competizione ufficiale UEFA. Come noto, nella scorsa stagione Giannetti è tornato nella regione d’origine e ha parzialmente ritrovato sé stesso: con 8 gol in campionato – di cui 3 nelle ultime 3 gare, decisive per la miracolosa salvezza diretta del Livorno di Breda -, l’attaccante toscano ha confermato le sue principali caratteristiche e qualità, ma anche i suoi limiti. Punta di grande valore quando si tratta di girare in rete cross dal fondo o dalla trequarti, a dispetto dell’altezza non elevatissima è un gran colpitore di testa, Giannetti ha maggiori difficoltà quando si tratta di dialogare coi compagni e di aiutare in fase di ripiegamento. Caratteristiche che, a dispetto della crucialità della sua figura ai fini della salvezza dei labronici, hanno fatto sì che le partite dal primo minuto siano state appena 14, con ben 11 subingressi, in una formazione dalle ambizioni decisamente limitate. L’utilità di calciatori come Giannetti in una formazione che abbia il proposito di lottare per traguardi più prestigiosi potrebbe dunque essere messa in dubbio, ma il suo profilo potrebbe benissimo rappresentare quello del bomber di scorta, pronto a togliere le castagne dal fuoco in situazioni complicate o a dare il cambio ai titolari, il tutto favorito dalla sua duttilità. Un ruolo, quello di una sorta di dodicesimo uomo, per il quale l’attaccante toscano ha dimostrato di essere tagliato anche in realtà completamente diverse tra loro (Cagliari e Livorno). L’auspicio è dunque che, infortuni permettendo, possa ripercorrere le orme di altri illustri uomini della Provvidenza già transitati per Salerno in passato.

Fonte Foto: mediagol.it