Il Diesse più che pensare dovrebbe, comunque, andare…

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In attesa che le due aspirine facciano effetto per recuperare forza e vigoria dai trambusti di una salvezza pervenuta grazie a Leonardo Menichini (per l’ennesima volta condotto a Salerno per correre ai propri disastri calcistici), Angelo Mariano Fabiani è difronte all’ennesimo bivio: restare sull’onda di un’opinione pubblica contraria alla sua palese inconsistenza nell’allestire e proporre alla società un programma tecnico soddisfacente (tra risoluzioni ed acquisti a parametro zero), sarebbe un ulteriore affronto che un professionista non potrebbe permettersi. L’era Fabiani sotto l’epopea Lotito-Mezzaroma è giunta ormai agli sgoccioli: al di là delle mancanze e colpe di una società assente, impossibilitata a volgere lo sguardo oltre il proprio naso, il direttore sportivo eccezion fatta per qualche acquisto (Coda e Donnarumma) e qualche plusvalenza che Lotito ha posto in essere con se stesso (vedasi Sprocati e Casasola), ha fatto davvero male (o forse, chissà bene, per i dettami della proprietà), ingaggiando più di 100 calciatori, non imbroccando un allenatore giusto o quanto meno allestendo sempre formazioni prive di una logica tattica e difficilmente amalgamabili. Forse tale modus agendi spontaneo e naturale, è davvero servito a galleggiare per una proprietà che nel prossimo futuro dovrà rispondere alla piazza sui desiderata al netto dell’impossibilità giuridica di effettuare l’esproprio e della reale volontà degli imprenditori romani di non cedere il sodalizio granata. Al di là delle contingenze, Fabiani da tempo avrebbe dovuto dare le dimissioni, assumersi le responsabilità senza accampare scuse futili e fini a sè stesse, servendosi dei soliti e steriotipati messaggi fatti trapelare dagli “amici” della carta stampata. Farebbe bene a non attendere il messaggio della proprietà, lasciando sul tavolo l’eventuale rinnovo: d’altronde un curriculum come quello del talent scout granata farebbe gola, ancora, a tante piazze… Al di là delle aspirine prese per riprendersi dallo spavento di Venezia, quale medico ha prescritto che lo scafato responsabile del mercato granata, debba far valere le proprie immense doti a Salerno?