Il nuovo cervello della Salernitana, ecco chi è Davide Di Gennaro

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Preso in extremis nell’ultimo giorno di calciomercato con firma avvenuta – e non casualmente – alle 19:19, la Salernitana ha finalmente trovato il suo “cervello”, il calciatore destinato a mettere ordine nel gioco granata, Davide Di Gennaro.

Nato a Milano il 16 giugno 1988, Di Gennaro cresce calcisticamente nel Milan, esordendo in Prima Squadra con i rossoneri al 59′ di Milan-Udinese 2-3 del 19 maggio 2007, ultima giornata di campionato, entrando in campo al posto di un certo…Alessandro Costacurta, la bandiera rossonera all’ultima recita calcistica. Nel 2007 passa in prestito al Bologna, in Serie B. Con i felsinei disputa 22 presenze, segnando 2 reti (al Modena e al Chievo) e contribuendo alla promozione in Serie A. La stagione successiva fa appena in tempo a esordire in Serie A il 31 agosto 2008 in Catania-Genoa 1-0 con la maglia dei Grifoni ai quali era approdato in prestito, che il giorno dopo passa sempre a titolo temporaneo e sempre in Serie A alla Reggina. Con gli amaranto gioca 24 partite segnando il suo primo gol in massima serie proprio al Milan il 3 novembre 2008 in Milan-Reggina 1-1, ma non riesce a evitare la retrocessione in Serie B. La stagione successiva si divide tra Milan (dove si cura una frattura al piede destro) e Livorno, dove in prestito gioca 11 gare ma retrocede nuovamente in Serie B. Categoria che disputa la stagione successiva in prestito al Padova. Con i veneti compie il suo primo salto di qualità, segnando 5 reti in 18 partite ma purtroppo per lui la stagione termina anzitempo nel marzo 2011 a causa della rottura del tendine della gamba sinistra. A luglio 2011, passa in prestito al Modena, dove spostato più in avanti nel ruolo di trequartista e di ala sinistra, tocca per la prima volta la doppia cifra (11 gol) in termini di marcature in 34 partite. Il 14 luglio 2012 il suo peregrinare termina, dato che è lo Spezia ad acquistarlo a titolo definitivo dal Milan. Con i liguri, sempre agendo da trequartista, mette a referto 10 reti in 35 presenze. La stagione dopo, il Palermo, appena retrocesso in B lo ingaggia facendogli firmare un triennale. Titolare con Gattuso, con l’avvento di Iachini e soprattutto con l’acquisto a gennaio 2014 di Maresca, scivola in panchina. Alla fine vince sì il campionato, ma con un contributo fatto solo da 15 presene e 2 reti.  Nella stagione successiva, è il primo colpo di mercato del Vicenza appena ripescato in B. Dopo la parentesi di Lopez, Pasquale Marino lo mette regista nel suo 4-3-3 e i biancorossi volano. Le 4 reti in 38 presenze trascinano i veneti al 3° posto in campionato e ai playoff, dove vengono sconfitti dal Pescara in semifinale. Nell’estate del 2015, viene ingaggiato dal Cagliari. I sardi lo ritengono elemento imprescindibile per tentare l’immediata scalata alla Serie A e così avviene. Il mediano milanese disputa 34 partite, mette a referto 4 gol e il Cagliari torna in Serie A. In massima serie, parte inizialmente da titolare, giocando 22 partite e tornando al gol nel più importante torneo italiano contro Crotone e Fiorentina. Poi, nella seconda parte di stagione, finisce fuori rosa per il mancato rinnovo del contratto. Svincolato, firma un triennale con la Lazio in quanto i biancocelesti gli affidano il ruolo di vice Lucas Leiva. Vede però il campo in appena 5 occasioni, 2 in Serie A e 3 in Europa League. Per non vivere un’altra stagione da comprimario, accetta di tornare in Serie B alla Salernitana.

Giocatore dotato di un’ottima tecnica, nasce tradizionalmente mediano che può agire con disinvoltura sia in un centrocampo a 3 che in uno a 4. Ma, come citato precedentemente, può anche giocare come trequartista e sull’esterno sinistro. Ed è un calciatore molto bravo nei calci piazzati, sia come rigorista che su punizione. Quel che conta è che per lui deve passare il gioco della Salernitana. Un gioco che tutti si augurano essere vincente.

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