Il pagellone della Salernitana: Djuric recordman e Gondo in crescita. Cerci delude, bocciata la società

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Altra stagione arrivata al termine. La Salernitana, fuori dalla zona playoff e con un ribaltone in panchina, sarà costretta a migliorarsi in vista del futuro. Nel frattempo, chiudiamo l’annata con il classico pagellone riferito a calciatori, tecnico e società.

MICAI – È lo specchio del percorso compiuto dal Cavalluccio. Pecca nella continuità, alle importanti parate ha alternato interventi da Paperissima Sprint. Gli incredibili infortuni contro l’Empoli, nel match point dell’Arechi, potrebbero avere ripercussioni notevoli. Voto 5

VANNUCCHI – Finalmente, diremo. È stato alle spalle del collega per quasi due campionati. Il rientro dalla quarantena l’ha fatto scoprire alla tifoseria che, dopo qualche tentennamento iniziale, si è convinta delle qualità dell’estremo difensore. Chissà che non possa diventare il titolare inamovibile per l’avvenire. Voto 6

BILLONG – Ennesimo elemento dannoso per la crescita del club. Nella sua storia, la Salernitana ha avuto illustri centrali. Il francese, oltre a palesare limiti tecnici, ha sfoderato anche l’inadeguatezza di poter vestire il granata. Che stia più lontano possibile, Salerno non sentirà assolutamente la sua mancanza. Voto 2

KARO – Stagione a due facce per il difensore cipriota. Girone d’andata ben disputato e quasi talismano in termini puramente statistici. L’involuzione ha colpito il nativo di Nicosia che, da gennaio, è scivolato nelle gerarchie ed è stato utilizzato in casi di estrema necessità o a gara in corso. Voto 5.5

MIGLIORINI – Male, male. Eccetto per qualche prestazione di spessore. Pesano gli errori individuali e le prove insufficienti per un profilo che era stato indicato come colonna portante della retroguardia. Da valutare per il torneo futuro, il gruppo granata ha bisogno di certezze per quanto concerne la fase difensiva. Voto 5

MANTOVANI – I problemi fisici hanno rallentato il processo di crescita per una delle pedine più interessanti dell’organico. Il 6 ottobre scorso, ai nostri microfoni, si era detto pronto al ritorno in campo. Lo stop definitivo prima dell’inverno e la quarantena forzata hanno sicuramente pesato sul recupero definitivo. Non classificato.

AYA – Positivo l’impatto con una realtà assai esigente, ottimo anche l’inserimento a metà campionato. Ha fornito garanzie tanto da strappare il posto ai predecessori e assumere il ruolo del titolare. Da migliorare nell’irruenza ma sarà uno dei pilastri da cui ripartire. Voto 6

HEURTAUX – Il suo acquisto aveva fatto presagire un salto di qualità per la categoria. E, invece, tra infortuni e una condizione non ottimale, l’ex Udinese ha fatto fatica a trovare spazio. Appena sei presenze con la prima squadra per un totale di 326′, troppo pochi per un giocatore con quel curriculum. Voto 5

PINTO – C’era tanta curiosità per il ragazzo scuola Fiorentina. Il rettangolo verde è sovrano e il difensore non è stato all’altezza della situazione. Da gennaio in forza al Bari, con scarsi risultati. Voto 5

JAROSZYNSKI – In leggero affanno nel corso delle ultime prestazioni. Il polacco, per grossa parte della competizione, ha mantenuto sempre botta e ha sfoderato performances di rilievo anche nelle sconfitte. Meglio nel trio arretrato, così e così quando dirottato sulla corsia. Voto 6.5

KALOMBO – Discorso analogo fatto per Pinto. Il suo apporto non è stato consistente e il passaggio al Rieti è stato inevitabile. Voto 5

CURCIO – Febbraio e marzo da desaparecidos. Il pubblico l’ha rivisto in questo rush finale e, al netto di qualche atteggiamento errato, si è dimostrato un elemento su cui lavorare. Certo, per aspirare a obiettivi superiori, c’è bisogno di altro. Ma Curcio può essere un buon gregario. Voto 5.5

LOPEZ – Tanta voglia, grinta e dedizione per la causa. Qualche defezione sul lato tecnico c’è e non si può negare. Tuttavia, col cuore si vince e l’uruguaiano – nonostante l’età avanzata – ha dimostrato di essere un leader nello spogliatoio. La trasferta di Ascoli insegna. Voto 6

DZICZEK – Si è richiesto a gran voce il suo inserimento nell’undici titolare. Ventura ha titubato, appena l’ha reputato adatto non ha avuto dubbi. E il polacco ha replicato alla grande. Abile nella doppia fase, capace di tramutare l’azione da difensiva a offensiva. Peccato che il suo cartellino appartenga alla casa madre. Voto 6.5

DI TACCHIO – Come spiegare la stagione del Capitano? Aggrappato a quel rigore che ha regalato la salvezza lo scorso anno, l’ex Avellino ha avuto un avvio positivo. Oscurato, successivamente, dal compagno più giovane, Di Tacchio non ha mai mollato la presa e ha riconquistato il posto nella formazione di partenza. Una grande personalità nello spogliatoio. Voto 6.5

AKPA AKPRO – Abbiamo terminato gli aggettivi (positivi, ovviamente) per descrivere il lottatore di Tolosa. Servirebbero, semplicemente, le immagini di Benevento per evidenziare l’utilità di Akpa nello scacchiere granata. Non ha nulla da invidiare ai centrocampisti che militano nelle squadre medio-basse della Serie A. E a Salerno c’è il timore di perderlo. Voto 7

MAISTRO – È arrivato dalla Serie C, con pochissima esperienza. Le sue qualità l’hanno portato ad essere un insostituibile per Ventura e ad affacciarsi alla Nazionale Under 21. In alcune circostanze ha spento l’interruttore e il rosso con lo Spezia è stato davvero ingenuo. Voto 5.5

KIYINE – Tecnicamente è un lusso per la cadetteria. Le 11 reti (di cui 8 su rigore) e i 3 assist in 36 presenze complessive lo testimoniano. È stato decisivo nel periodo autunnale poi è diventato irritante e poco avvezzo al lavoro di squadra. La testa è già verso altri lidi, il cammino della Salernitana è stato penalizzato anche da questo. Voto 5.5

CAPEZZI – Ci si aspettava di più da un calciatore strappato alla concorrenza durante il mercato invernale. E, invece, gli spunti degni di nota sono praticamente vicini allo zero. Non classificato.

FIRENZE – Ottima influenza durante le prime uscite del campionato, è caduto via via nel dimenticatoio ed è stato ceduto nelle battute conclusive della finestra di gennaio. Voto 5

ODJER – Stesso destino per il ghanese che si è trasferito a Trapani per giocarsi le sue carte e ritrovare la continuità. Voto 5

CICERELLI – Una grande scoperta. È stato uno degli uomini più utili: dalla sua prestanza sulla corsia alla piena disponibilità nello svolgere ruolo non nelle proprie corde. Corre, difende, attacca e fa segnare. Si spera nella permanenza per dare costanza agli aspetti intriganti mostrati. Voto 6.5

LOMBARDI – Dispiace per gli infortuni e per la squalifica. In questo finale avrebbe potuto offrire qualcosa in più. Temibile per le squadre avversarie, indispensabile per la Salernitana. Farne a meno ha complicato i piani e i granata sono usciti progressivamente dalla griglia playoff. Voto 7

CERCI – Il flop. Poteva non mancare? Ha riscaldato le poltrone dell’infermeria e della panchina. Poi, il nulla. La prestazione con il Venezia aveva fatto sperare nella rinascita e, invero, è stato solo fumo. Voto 3

GIANNETTI – Quando il tuo mestiere è quello dell’attaccante e realizzi soltanto 2 gol in 19 apparizioni in campionato, c’è qualcosa che non va. Ultimo sigillo datato 7 dicembre, è un fantasma per il resto dell’annata. Voto 3

JALLOW – Sceneggiate contro il Crotone, le scuse e dichiarazioni tutt’altro che amorevoli durante il lockdown. La sua permanenza a Salerno è terminata, lo scarso utilizzo da parte del mister è stato lampante. Voto 3

GONDO – Che crescita per Cedric. Da affinare il comportamento, a tratti nervoso e indisponente con gli avversari. In quanto a sacrificio, è stato uno dei più disponibili. Da migliorare il suo apporto negli ultimi 15 metri, genuino l’affiatamento con Djuric. Voto 6.5

DJURIC – Il gigante che Salerno si coccola. E che gli ha consentito di raggiungere il record di gol segnati in una stagione. Raggiunta la doppia cifra, mai successo in carriera. È un leone, duella con tutti e si fa sentire in campo. È, insieme a Di Tacchio, il leader che serve per il salto definitivo. Basterebbero 11 Milan per giocarsi qualcosa d’importante. Voto 8

VENTURA – È mancata la continuità alla squadra. E anche all’allenatore. Non ha sempre indovinato la formazione giusta e i cambi non hanno mai sposato l’idea di chi ha vissuto da fuori. Non ci sentiamo d’imputare la colpa al mister, nelle recenti uscite però è andato completamente in tilt. Voto 5

LOTITO-MEZZAROMA-FABIANI – I primi due poco presenti. Sostegno fisico all’organico solo nella parte ultima della stagione. Sempre più distanti da una piazza che, giustamente, chiede altro. Per quanto concerne il direttore sportivo, in fase di calciomercato, si è avuta la possibilità di fare altro. La trattativa Cerci (durata un mese), la cessione di Cicerelli alla Lazio al gong del 31 gennaio e l’acquisto di Billong sono soltanto esempi di una gestione da rivedere. Voto 4

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