Il “pressing” dell’Arechi fa davvero male? Urge sciogliere il paradosso “lotiniano” per i… play-off

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Tutto ed il contrario di tutto… Co-patron Lotito sulla scorta di una promessa effettuata da un “solenne” rappresentante della tifoseria e con falsa procura in dote, ha da sempre evidenziato che l’assenza di tifosi in numero cospicuo allo stadio Arechi di Salerno, costituiva da sempre una diminutio verso la squadra granata, non in grado di caricarsi a dovere, favorendo indirettamente le squadre avversarie. Ebbene tale teoria è stata sconfessata dal risultato di ieri, tant’è che a cospetto di poco più di sei mila spettatori, la Salernitana è riuscita ad avere la meglio di una Cremonese in caduta libera (appena un punto in cinque partite per la squadra di Rastelli). Forse, davvero, aveva ragione Gregucci nell’affermare che all’Arechi il pressing del pubblico può rivelarsi un boomerang per chi è “costretto” sempre a vincere le partite. Invero, il co-patron Lotito (ieri assente per seguire mamma Lazio), nelle ultime esternazioni ha smentito la teoria iniziale, sostenendo che l’Arechi stava diventando un boomerang: detto, fatto, con il record stagionale in negativo di 6.000 spettatori a cui ha fatto da seguito una vittoria dei granata che mancava da oltre due mesi. Ed allora, ci chiediamo, vuoi vedere che davvero l’impianto di via Allende, da sempre fortino dei granata, sia diventato il primo “nemico” da combattere. E se questa pressione, che ieri sera è mancata, portando bene ai granata, si dovesse presentare in caso di raggiungimento dei play-off da parte di Jallow e compagni, come si potrebbe ovviare a tale “vizio” strutturale?  Semplice, basterebbe giocare ad Ascoli: Elementare, wathson…