L’assenza al Bentegodi e una titolarità invocata: Aya ha già conquistato Salerno

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Una difesa scricchiolante, in affanno e continuamente alla rincorsa degli attaccanti avversari. Oltre alla deludente prova del reparto avanzato, al Bentegodi si è evidenziato un vero e proprio calo per il terzetto arretrato. Quel punto di forza che ha accompagnato il Cavalluccio nelle prime uscite del nuovo anno solare. Gli inserimenti e il catenaccio-contropiede del Chievo hanno messo in grave difficoltà il pacchetto dei centrali. Tant’è che, al triplice fischio, la vera domanda riguardava Ramzi Aya e la sua esclusione dal match. I granata hanno peccato nell’aggressività sui portatori avversari, nello spirito battagliero e irruente dei colossi. Caratteristiche e peculiarità che l’ex Pisa è riuscito a sfoggiare immediatamente. Già al debutto con la Bersagliera col Cosenza nei secondi 45′ dell’Arechi. Senza dimenticare la prestazione di carattere e di spessore al Vigorito di Benevento nel derby e una prova enorme col Trapani. Poi, la scelta di Gian Piero Ventura di tenerlo in panchina nella sfida in terra veneta. E l’interrogativo sorto tra addetti ai lavori e tifosi. Il trainer ha sicuramente voluto preservare il difensore in vista del prossimo tour de force. Ma l’assenza contro i clivensi è stata pesante e si è percepita. I sostenitori, anche i più scettici al momento del suo acquisto, invocano la titolarità nel prossimo turno. Sono bastati pochi minuti al calciatore per conquistare Salerno. E la sua esperienza, mescolata al periodo di flessione di Karo, potrebbe risultare utile alla Salernitana per proseguire sull’interessante strada intrapresa.

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