L’avventura in granata e la pesante eredità: il Doge ritrova la Bersagliera

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Un appuntamento speciale, da segnare sull’agenda degli impegni. Per il suo Venezia, per ritrovare il successo in campionato e fare un balzo importante in classifica. E per il suo recente passato, quello che l’ha prelevato dalla Serie C e l’ha promosso in cadetteria. Il match con la Salernitana rappresenta una sfida suggestiva e particolare per Riccardo Bocalon. Il centravanti veneto, ritornato in Laguna a gennaio, è pronto ad affrontare la sua ex squadra. Quella di Gian Piero Ventura, profondamente rinnovata nelle idee e negli uomini. Per il calciatore, dunque, si prospetta un incontro ricco di fascino.

Giunto all’Arechi nel luglio del 2017, l’ex Alessandria ha dovuto raccogliere un’eredità pesante. Un patrimonio ceduto da Massimo Coda, bomber che ha lasciato ricordi indelebili con la divisa del Cavalluccio. Aspettative, pressioni ed esigenze hanno fatto presagire una strada in salita per l’attaccante. E, invece, Bocalon ha indossato le vesti del goleador. Nonostante gli errori, alcuni grossolani, e peculiarità tecniche tutte da affinare, il veneziano ha sovvertito il parere degli scettici e ha conquistato il cuore del pubblico di via Allende. Una vittoria personale accompagnata dal tormentone: “Din Don, ha segnato Bocalon”. E un bottino di rilievo: 19 reti in 59 presenze.

Poi, la chiamata della formazione della sua città natale. Quattro anni e mezzo dopo. Un’occasione che non si è fatto sfuggire. Per rimettere l’abito del Doge e far sognare i supporters del Penzo. Senza dimenticare Salerno. Riccardo ritrova la Bersagliera. Da avversario. Per novanta minuti.

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