Le rondinelle fanno primavera sull’onda fluttuante dei granata…

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Trentotto punti possono bastare per continuare a … galleggiare.  La partita con il Brescia nel giorno della “Pasquetta” è la giusta consacrazione di un campionato anonimo, senza pretese, condito dalla classica “gita” fuori porta di fine stagione che da, ormai, tre anni accompagna la Salernitana. Per fortuna che la squadra granata al cospetto di Torregrossa, Tonali e Donnarumma non avesse più niente da chiedere al proprio unico obiettivo reale costituito dalla salvezza. Parlare delle scelte tecnico tattiche di Gregucci sembra essere alquanto blasfemo: significherebbe porre la lama del coltello nel burro. Troppo semplice evidenziare gli errori di un tecnico, incapace, di dare un’impronta di gioco ad una squadra costruita male e corretta peggio a Gennaio. Ancora più pleonastico diventa la diserzione sul cambiamento continuo nel reparto difensivo passato costantemente da 3 a 4 senza soluzioni di continuità. Offensivo dell’intelligenza altrui sarebbe il disquisire sulla volontà del tecnico di operare sulla capacità di palleggio di una formazione che fa dello stradominio fisico una delle poche armi a disposizione. La gara con il Cittadella aveva già determinato la conquista dei tre punti che hanno fatto e faranno la differenza in ottica galleggiamento al di sopra della linea dei play out.  Il Brescia in volo verso la serie A ci ha impiegato poco (appena 4 ^) per sfruttare un errato disimpegno difensivo con la rete sottomisura siglata da Tremolada per poi fissare il bis con un’azione spettacolare di Torregrossa, bravo a cercare con spunto personale l’uno-due chiuso con un tiro da maestro nella buca d’angolo. La terza rete la sigla Alfredo Donnarumma nella giornata in cui Coda ne rifila tre a domicilio del Verona: la coppia sulla quale già dalla seconda stagione in B la Salernitana poteva puntare per sognare stagioni ambiziose. Sognare, verbo a Salerno cancellato da una società bloccata dalle Noif e coniugato, ormai maldestramente,  da tutti coloro che credono (o fanno finta di credere) agli investimenti onerosi di Lotito-Mezzaroma fermati solo dai fattori imponderabili ed imprevedibili. La sensazione per chi è nella realtà è che tutto flutti come deve…