LUTTO – Scompare Matteo Porpora, capitano della Salernitana in quel duello salvezza con la Casertana

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Lutto in casa Salernitana. Si è spento ieri, all’età di 85 anni, Matteo Porpora, storico centrocampista della Bersagliera a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, di cui è stato anche capitano.

Porpora ha collezionato 92 presenze (più 2 in Coppa Italia) in sei stagioni in granata. Il suo esordio assoluto avvenne il 19 dicembre 1954 in Salernitana-Legnano 2-2, 12/a giornata di Serie B 1954/1955. Era una Salernitana che giocava in una città ancora sconvolta dall’alluvione del 25 ottobre 1954, che provocò purtroppo più di 300 vittime tra Salerno, Cava de’ Tirreni e i paesi della Costiera Amalfitana. Porpora fu lanciato nel calcio dei grandi dal suo “mentore”, don Mario Saracino, chiamato dal Comandante Achille Lauro (che in quella stagione gestiva de facto la Salernitana oltre al Napoli, benché risultasse ufficialmente Roberto Spirito come commissario straordinario) a sostituire l’esonerato Enrico Carpitelli. In quella stagione, Porpora venne impiegato poi solo nell’ultima di campionato contro il Palermo per 3-1.

Due presenze anche nel successivo torneo cadetto, contro Legnano e Modena (due sconfitte), campionato che sancì purtroppo il mesto ritorno della Salernitana in Serie C dopo 13 anni. Porpora rimase a Salerno e partecipò da comprimario con 4 presenze al torneo 1956/1957, quello in cui la Salernitana del presidente De Martino sfiorò l’immediata risalita in B, perdendo il duello per la seconda piazza (allora il campionato di terza serie era a girone unico) con il Lecco. La titolarità in pianta stabile avvenne nei tornei 1957/1958 e 1958/1959, dove Porpora mise a referto rispettivamente 29 e 25 presenze. Furono campionati anonimi, con Tortorella prima e Guariglia dopo alla presidenza, dove la Salernitana “approfittò” pienamente del blocco delle retrocessioni per l’allargamento della Serie C a due gironi, concludendo prima al quartultimo e poi all’ultimo posto.

Nel 1959/1960, arrivò la fascia di capitano, con 27 presenze a referto. Fu un campionato ostico, con la Salernitana che rischiò seriamente di piombare per la prima volta nella sua storia in IV Serie. I granata duellarono punto a punto con Casertana e Teramo. A 180 minuti dalla fine del campionato, la classifica recitava Casertana terzultima (e virtualmente salva) con 25 punti, Salernitana e Teramo in coda con 24 punti. Quel 2 giugno 1960, al “Vestuti” andava in scena un vero e proprio spareggio tra granata e abruzzesi, mentre la Casertana era ospite di un Crotone che non aveva più nulla da chiedere al campionato. La Salernitana, con in panchina Pietro Piselli, vinse 1-0 con rete di Logaglio al 26′, mentre contemporaneamente la Casertana cadeva 2-1 a Crotone. Il sorpasso era operato: Salernitana 26, Casertana 25, Teramo 24.

Il 9 giugno 1960, la Salernitana era di scena ad Avellino. Le reti di Logaglio e Barone consentirono alla Salernitana di espugnare per la prima volta nella storia il “Piazza d’Armi” (il Partenio sarebbe stato costruito nel 1970) di Avellino e di blindare la salvezza.

Porpora partecipò anche al campionato successivo, il primo dell’era di Pasquale Gagliardi, ma fu relegato ai margini della rosa da Puricelli prima e Di Gennaro poi. Le sole 3 presenze collezionate gli fecero maturare l’idea di appendere le scarpette al chiodo a soli 27 anni. Ha però sempre continuato a seguire la Salernitana, la squadra della sua città e della sua vita, con affetto. Mancherà moltissimo all’ambiente granata.

Nella foto, Porpora è l’ultimo a destra accosciato

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