Maledizione Cittadella? No, maledizione “Tombolato”

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E sono, purtroppo, quattro. La sconfitta di ieri a Cittadella contro i granata di Venturato per 3-1 è la quarta consecutiva per la Salernitana sul campo della formazione veneta. La doppietta di Strizzolo e il gol di Schenetti allungano l’elenco dei dispiaceri per la Bersagliera in quel di Cittadella. Un elenco incominciato il 19 marzo 2010, Cittadella-Salernitana 1-0, gol di Ardemagni. E proseguito il 5 novembre 2016, Cittadella-Salernitana 2-0 (doppietta di Litteri), e poi il 25 novembre 2017, Cittadella-Salernitana 2-1 (sempre Litteri a mettere la parola fine dopo il vantaggio veneto di Varnier e il momentaneo pareggio dei campani con Pucino).

Una vera e propria maledizione, dunque. Anche se non è proprio corretto parlare di maledizione Cittadella, ma sarebbe più opportuno asserire di una maledizione “Tombolato”. Il motivo è presto scritto. I ko della Salernitana in Veneto sono tutti avvenuti nell’impianto di Cittadella dedicato a Piercesare Tombolato, lo sfortunato portiere originario della cittadina patavina deceduto a causa di uno scontro di gioco nel 1957. Un impianto che solo da fine novembre 2008 è omologato per la Serie B. Prima, nei tornei cadetti 2000/2001 e 2001/2002 e nella prima parte di quello 2008/2009, i granata veneti hanno disputato le loro partite all'”Euganeo” di Padova e al “Tenni” di Treviso. E in quegli stadi, paradossalmente, la Salernitana risulta imbattuta.

All'”Euganeo” la Bersagliera ha impattato 1-1 il 23 dicembre 2000 (a Di Michele rispose Caverzan su rigore) e poi fece lo storico 4-4 con Zeman in panchina (e Glerean su quella veneta) del 2 settembre 2001. E qui ha vinto l’unica gara ufficiale, in Coppa Italia il 17 agosto 2000 per 1-0 con gol di Di Michele.  Al “Tenni”, invece, i granata di Castori pareggiarono 0-0 il 7 settembre 2008.

Insomma, maledizione sì, ma più ristretta all’impianto sportivo. Un tabù che prima o poi, in ogni caso, dovrà essere sfatato.

 

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