Novembre “ridimensiona” la Salernitana. Ma si può dare più!

Salernitana

“La notte porta consiglio”, ripeteva appena due giorni fa Ventura nel corso della consueta conferenza stampa. Novembre, aggiungiamo, noi, si rivela ancora una volta  mese terribile,  per la Salernitana, reduce dalla quarta sconfitta consecutiva esterna in campionato, ma più in generale da un vistoso calo nelle prestazioni che l’hanno fatta indietreggiare sino a quasi nella pancia della classifica. Solo il tempo dirà se questo periodo dell’anno -infausto- per i colori granata  si rileverà ancora una volta veritiero, oppure la Ventura band’s saprà invertire la storia degli ultimi campionati. Purtroppo, però, ad oggi è forte il timore di trovarsi difronte ad un poco piacevole dejavu. Insomma, grandi speranze, un avvio sorprendente, salvo poi registrare l’inevitabile calo. A nulla è valso l’apporto in settimana di una delegazione di Ultras che avevano spronato la squadra a mostrare “carattere” in un ambiente ostico come quello di Castellammare. La Salernitana, suo malgrado, è mancata proprio in questo. Modesta intensità,  scarsa attenzione in occasione del vantaggio dei padroni di casa ma soprattutto un’evidente lacuna in fase d’attacco dove sia Giannetti che Jallow non si sono praticamente mai visti. E qui il discorso volge inevitabilmente al mercato, a quello che la società granata dovrà attuare se vorrà dare effettivamente sostanza ai propositi ambiziosi sbandierati in estate. Ventura si aspetta “il giusto”, ma ha già sottolineato che questa squadra potrà recitare un ruolo da protagonista a partire dalla prossima stagione. Che sia uno sprone per Lotito? Chissà. Certamente,  cinque sconfitte fin qui subite in tredici giornate sono tante, troppe per una squadra che dovrebbe – lotito docet- recitare un ruolo di primo piano. Urge un cambio di rotta, provare a stringere i denti sino a gennaio, rimanere lì, nel carrozzone, e poi sperare nei rinforzi. Questa Salernitana ha le qualità per farlo. Possibilmente, però, guardando solo avanti, evitando di ripetere i soliti discorsi  del “dove si è partiti”, altrimenti si rischiano alibi, invero, evitabili.