Ricompattarsi nel loro nome

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Questa stagione 2018/2019 della Salernitana certo andrà posta nell’archivio – quando sarà possibile farlo – come una delle più vergognose, sportivamente parlando, della quasi centenaria storia della Bersagliera. Un dato, tra i tanti, sta rimarcando questo fattore in questi giorni: sarebbe bastato conseguire un punto, un piccolissimo punto, per evitare tutto il bailamme di ricorsi e ricorsini e poter programmare seriamente la prossima stagione, passando prima per le celebrazioni del Centenario. Invece no, i tifosi della Salernitana sono qui a soffrire e a prospettare una lunga estate fatta di tribunali e carte bollate.

Già, i tifosi. A questo scenario sportivo da pianto greco si è purtroppo aggiunta un’altra triste evenienza: la frattura a livello quasi da Scisma d’Oriente tra le varie componenti della tifoseria della Salernitana. Da una parte chi, ancora adesso, ancora incredibilmente adesso (ma sempre rispettando la loro opinione in virtù dell’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza) difende la società oppure si trincera dietro il classico: “se vanno via Lotito e Mezzaroma chi al loro posto?“, dall’altro chi ha a malincuore disertato l’Arechi nelle ultime uscite della Salernitana  per contestare la gestione dei due copatron romani.

Eppure oggi, 24 maggio, è assolutamente vietato essere divisi. Il 24 maggio è il giorno del doveroso ricordo di chi, per la Salernitana, per l’amore verso la casacca e i colori granata ha perso la vita. Siamo sicuri. Da Lassù, Ciro, Enzo, Peppe e Simone certo non possono essere contenti nell’osservare scambi di parole al vetriolo, dispensatori di patenti di tifo a destra e a manca, striscioni inequivocabili non contro le tifoserie avversarie ma che fungono da autentico fuoco amico.

Quindi, sarebbe un bel segnale se da oggi, ventesimo anniversario della tragedia del treno, si possa iniziare a mettere da parte qualunque tipo di astio all’interno della tifoseria e ci si possa ricompattare una volta per tutte. Ora non è il momento di dire “PER NON DIMENTICARE” in maniera distaccata. Ora è il momento di applicarlo questo “PER NON DIMENTICARE”. Ricompattiamoci nel nome di Ciro, Enzo, Peppe e Simone.

 

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