Salernitana, che carattere! Ma forse il cuore da solo non basta.

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Anche dopo la partita di Cremona è innegabile non poter dire che quest’anno la Salernitana lotterà per un posto ai playoff per quello che ha fatto finora e ancor di più,  per quello che poteva fare. Il tutto è confermato dal quinto posto momentaneo in classifica in coabitazione con Cittadella e Benevento e dalla poca distanza dall’attuale leader in classifica, ovvero il Pescara. La sensazione dopo queste prime giornate di campionato è che la Salernitana abbia raccolto molto meno di quello che poteva portare a casa: basti pensare ai due punti persi con l’Ascoli e ai due punti persi con la Cremonese nella partita giocata ieri. In realtà la Salernitana continua a mantenere una solidità difensiva mai vista negli ultimi campionati  ( senza tenere conto della debacle al “Vigorito” contro il Benevento), a cui però si affianca una enorme e concreta sterilità offensiva che non può non destare preoccupazione. Soltanto Bocalon e Jallow sono andati a segno in questa prima parte di campionato e con cifre che sono molto vicine allo zero. Colantuono non riesce a trovare una quadratura nel reparto offensivo, alternando in ogni match la prima punta da affiancare a Jallow; puntualmente però sono sempre gli attaccanti di sfondamento che subentrano a dare quella marcia in più alla squadra. Il modulo adottato dal trainer romano appare sempre di più un modulo conservativo e poco spumeggiante per le trame d’attacco che sono, per la maggior parte dei casi, delle trame scontate. Il salto di qualità innegabilmente la Salernitana lo fa a centrocampo dove la squadra, in attesa che la sagoma di Di Gennaro venga spostata per dare posto al giocatore vero in carne ed ossa, è intercambiabile e soprattutto di grande qualità e quantità. La sorpresa Odjer appare come un’ottima soluzione per far rifiatare Akpa Akpro che non potrà fornire sempre prestazioni da 8 in pagella senza poter tirare il fiato. Di Tacchio e Castiglia sono inamovibili: se il regista granata sta disputando un grande inizio di campionato, i tifosi aspettano ancora di vedere il miglior Castiglia, momento che arriverà presto. Difficilmente ci saranno cambiamenti tattici e di modulo da parte di Colantuono che come tutti, vede una squadra compatta e coesa con il suo 3-5-2; ma serve qualcosa di diverso per dare una scossa ancor più forte al campionato e per mettere paura alle squadre davanti che poi tanto lontane non sono. Questo inizio di campionato ci dice che il destino della Salernitana non è nella mani di nessuno se non di tutti i calciatori granata e di mister Colantuono: le vittorie, le sconfitte ed i pareggi saranno per la maggior parte dei casi risultanti delle scelte della Salernitana che finalmente è tornata artefice del proprio destino.

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