Salernitana – Di Gennaro, un destino che viaggia a braccetto

Salernitana

Scontato il turno di riposo, è iniziata ufficialmente la settimana che porterà al match tra Salernitana e Perugia in programma domenica allo stadio Arechi. Dopo il pari di Cremona che ha evidenziato pregi e difetti di Djuric e comapagni, si attende un salto di qualità, soprattutto sul piano della costruzione del gioco. Pur mostrando una buona solidità difensiva abbinata ad una certa cattiveria agonistica, la Salernitana ha sofferto in zona gol non riuscendo quasi mai a rendersi pericolosa. Raramente le punte sono state innescate con la conclusione di Castiglia dai venticinque metri a rappresentare l’unica occasione degna di nota nell’arco dei novanta minuti. Troppo poco per una squadra che può disporre di quattro attaccanti ed altrettante mezze punte. Colantuono lo sa, e studia per migliorarne il gioco d’attacco partendo  dal centrocampo.

Ruolo, questo, che non può prescindere da un nome, quello  di “Di Gennaro” crack dell’ultimo giorno di mercato ma che fin qui ha fornito un apporto deludente. Diversi i motivi. Una condizione fisica non ottimale, qualche noia muscolare, e la sensazione, forte, che il DiGe non abbia ancora assorbito del  tutto il salto indietro di categoria, passando dall’Europa League al più spartano torneo cadetto. Sia chiaro, professionalità ed impegno non sono mai mancate, ma dopo sette gare di campionato appare difficile parlare ancora di rodaggio.

In fondo, il destino di ambedue viaggia di pari passo, quasi fosse a braccetto. Un miglioramento sostanziale nella costruzione e nell’imprevedibilità del gioco non può prescindere dall’estro di Di Gennaro. La stella di quest’ultimo può brillare maggiormente, ed essere al contempo più accattivante per qualche compagine di massima serie, in una squadra in lotta per le posizioni più nobili del torneo cadetto. Aiutarsi si può, per un campionato importante della Salernitana, e per una rivincita sportiva per lo stesso Di Gennaro, per dimostrare di valere, eccome, la serie A…

A cura di Armando Iannece