Salernitana – Livorno, le pagelle dei granata: Doppio Boca, superbo Di Gennaro

Salernitana

Una Salernitana concreta e convincente porta a casa il match casalingo contro il Livorno con il risultato di 3-1. Granata tutti molto positivi sia nella prima frazione di gioco che nella ripresa. Bocalon regala ancora gol e spettacolo alla Curva Sud. Ottima prova delle ali, con Anderson e Pucino autori di una prova importante. Di Gennaro ritrova maglia da titolare e anche una prestazione affine al suo talento.

Micai, 6. Partita molto tranquilla per l’estremo difensore granata, quasi mai impegnato in interventi pericolosi. Subisce gol al 75′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto velocemente, con Valiani che è bravo ad imbeccare Matteo Di Gennaro che insacca alle spalle dell’incolpevole estremo difensore granata.

Mantovani, 6,5. Altra prova impeccabile del difensore centrale granata che non sbaglia niente e non regala alcun pallone agli avversari. Buona prova anche in fase propositiva: in tante occasioni per velocizzare il gioco dei suoi, cerca direttamente Di Tacchio o Di Gennaro con dei buoni filtranti. Se l’assenza di Schiavi molte volte si sente meno, tanto merito è il suo.

Gigliotti, 6. Discreta prova del difensore francese che come tutta la linea difensiva concede poco ai toscani. Prova sufficiente per l’ex Ascoli che in qualche occasione è richiamato da Colantuono per delle giocate in profondità forzate, ma soprattutto in occasione della rete avversaria, si fa sorprendere e permette a Di Gennaro di battere Micai da due passi.

Migliorini, 6. Anche la prova dell’ex difensore dell’Avellino è discreta. Vince quasi tutti i duelli con l’avversario di turno Raicevic e non commette alcuna sbavatura. Dal 46′ Casasola, 6. Impiego nei tre di difesa per il difensore argentino, con Colantuono che è costretto a questa scelta perchè ha gli uomini contati in quel reparto. Anche da centrale Casasola non disdegna offrendo sicurezza nonostante l’ingresso di Kozak dopo il 2-1 dei toscani.

Pucino, 7. Il capitano odierno dei granata spinge, va in rete e convince. Buona prova di spinta del n.2 di Colantuono che nel primo tempo ha trovato poco offensivamente, se non un buon cross per Di Gennaro che di testa la spedisce alto. Nel secondo tempo Colantuono insiste per fargli battere la punizione: rincorsa lunga, piatto e Mazzoni battuto. Paura nel finale per uno scontro di gioco, ma alla fine continua la partita e va a godersi il boato della Sud.

Anderson.D, 6,5. Una condizione fisica impressionante per l’esterno destro granata: una facilità di corsa e di dribbling davvero notevoli con Iapichino preoccupato anche solo di affacciarsi nella metà campo avversaria. Troppo lezioso in alcune circostanze, ma sia l’età che il talento dell’olandese glielo consentono ampiamente.

Di Gennaro, 7. La vittoria più bella della Salernitana nella notte di Halloween è aver ritrovato il suo top player. Corsa, qualità e caparbietà sono il mix giusto che consentirà al play granata di diventare la pedina che la società vuole e oggi l’ha dimostrato. Uomo ovunque nella ripresa, uomo qualitativamente superiore a moltissimi in questa serie B. Solo Mazzoni evita che possa andare a segno in più di un’occasione, ma l’importante è la prestazione. Benvenuto Davide. Dal 86′ Palumbo 6,5. Entra, sfiora il gol con un sinistro perfetto rompendo quasi i guanti del povero Mazzoni: va a battere il corner, trova Bocalon che firma la doppietta. Un impatto incredibile per il centrocampista napoletano che ha una voglia incredibile di dimostrare il suo potenziale. Ora forse Colantuono ne è ancora più convinto.

Di Tacchio, 6,5. Si attendeva di Gennaro, ormai si sa invece che Di Tacchio è una certezza del centrocampo granata. Mantiene per tutto il match la solita grande intensità, intervallata da giocate di altissima qualità, è il cervello della Salernitana. Al 37′ prova a smontare la porta di Mazzoni, ma la sua conclusione da fermo è larga. Non una gara da protagonista, ma la solita enorme conferma delle sue grandi doti.

Castiglia, 6. Forse quello più sottotono della gara odierna contro il Livorno, ma non si può dire che non sia sempre tra i più volenterosi. Ottima prova difensiva del calciatore granata che infatti alla sua uscita dal campo, è coperto dagli applausi dell’Arechi. Dal 59′ Odjer 6. Anche Moses Odjer, non al meglio della condizione, continua ad essere una buona pedina per Colantuono che lo getta sempre più spesso nella mischia. Buona prova in fase di palleggio e di spinta. Guadagna la punizione con cui la Salernitana raddoppia al 59′.

Jallow, 6,5. Immarcabile, come sempre. Il gambiano ha un altro passo e mette sempre in difficoltà i difensori del Livorno che hanno però sempre un occhio di riguardo per lui, non lasciando mai spazio a possibili contropiedi. Al 42′ tenta di far venire giù l’Arechi con un tiro a giro straordinario che si spegne poco a lato della porta di Mazzoni. Si intestardisce qualche volta e tenta il dribbling di troppo, ma è comunque indispensabile nelle gerarchie di mister Colantuono.

Bocalon, 9. Una partita straordinaria, ma non sono i gol che hanno trasformato Riccardo Bocalon nell’idolo dell’Arechi. Corre per più di 90′ per tutto il campo, in molte circostanze è addirittura sulla linea dei centrocampisti per dare una mano, sporca ogni pallone su cui si avventa con una voglia matta. E’ lui l’uomo copertina della partita, ma forse di tutta la Salernitana di queste prime giornate. Fa gol e scatta sotto la Sud come se ne avesse bisogno, l’Arechi aveva bisogno proprio di questo: un giocatore che a fine partita toglie la maglia granata sudata e ne rimette un’altra granata pulita, Bocalon ha i colori della sua squadra impressi bene nella mente e nel cuore.

Colantuono, 8. Terzo posto, -2 dalla vetta, idea di gioco precisa e incontrovertibile. Colantuono è l’allenatore che a Salerno si è sempre cercato. Sostiene la squadra, la guida anche oggi per tutto l’arco della gara, passeggiando nervosamente come in una sala d’attesa di un reparto maternità. Il suo progetto sta portando alla luce una creatura non sempre bellissima, ma una squadra che sta facendo sognare dopo tanto tempo un popolo intero.

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