Salernitana – Palermo, le pagelle dei granata: Schiavi insuperabile, rimandati Vuletich e Migliorini

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I granata, in partita per tutti i 90′, devono arrendersi al pareggio a reti i violate, tanta fatica ma anche tanto sacrificio soprattutto nel reparto difensivo. Da amalgamare ancora bene alcuni nuovi innesti.

Micai, 6. Mostra tanta sicurezza tra i pali, soprattutto nelle uscite. Rimane immobile sul tiro diretto all’incrocio, ma è decisivo su Nestorovski lanciato verso la sua porta.

Schiavi, 8. Preciso, puntuale, sempre in anticipo e vincitore in tutti gli uno contro uno. Vero baluardo della difesa granata è apparso impeccabile in ogni situazione della gara.

Perticone, 6. Partita sufficiente del neo acquisto granata che ha retto bene nella difesa a tre di Mister Colantuono , alternando qualche buona uscita palla al piede a qualche indecisione di troppo.

Migliorini, 5. Partita difficile per il difensore ex Avellino che si è dimostrato molto attento in alcuni interventi, ma che ha concesso due occasioni nitidissime agli avversari per due suoi grandi errori.

Pucino, 5,5. Pochi palloni giocabili e poca brillantezza fisica sono le due costanti che lo hanno accompagnato per tutto il match. Prova a mettere qualche pallone al centro per i due attaccanti, ma non è preciso. Per uno tra i migliori in rosa granata della passata stagione si attende una condizione fisica migliore ed un passo sulla fascia altrettanto diverso.

Casasola, 6. Primo tempo remissivo per l’ esterno alto granata che soltanto in una occasione sfonda sulla fascia destra e crea pericoli per la difesa dei rosanero. Nella ripresa cambia passo ed è assolutamente uno dei più positivi in costante proiezione offensiva.

Castiglia, 6,5. Forse l’unico del centrocampo ad avere un passo diverso rispetto ad i suoi compagni di squadra. Riesce a tenere bene la palla in tante occasioni, cerca giocate difficili che potrebbe risparmiare ma che dimostrano tutto il suo estro e il suo talento.

Akpa Akpro, 6. Partita di grande sacrificio per il franco ivoriano che strappa gli applausi dell’Arechi in molte occasioni per i suoi interventi decisivi. Ancora forse non al meglio per i grandi carichi di preparazione, appare un degno erede di Minala.

Di Tacchio, 6. Così come per Casasola, anche per di Tacchio una partita dalle due facce. Nel primo tempo il regista ex Avellino è apparso molte volte remissivo nel giocare la palla e a prendersi delle responsabilità. Nel secondo tempo invece si è dimostrato un valido costruttore di gioco soprattutto nello stretto ed un ottimo interditore sulle seconde palle, strappando tanti applausi ai suoi nuovi tifosi.

Di Gennaro, 6. I suoi soli 15 minuti di gioco sono impreziositi da alcune giocate di altra categoria. Il playmaker in prestito dalla Lazio, nei suoi pochi palloni giocati ha fatto vedere di che pasta è fatto, ma anche che la condizione fisica può migliorare. Sua la punizione che costringe Brignoli ad una imprecisa ribattuta che fa esultare i tifosi al goal di Bocalon, prontamente annullato dall’assistente.

Vuletich, 5. Tanta cattiveria ma poca sostanza. Non molla su nessun pallone ma non è mai pericoloso. Ancora da trovare l’intesa con Djuric.

Djuric, 6. Esce esausto per fare spazio a Bocalon. Si sacrifica e fa salire bene la squadra, ciò che Colantuono gli chiede. Cerca spesso l’intesa con i compagni e prova addirittura una rovesciata alla Cr7 ma quasi non tocca la palla volante. A tratti immarcabile.

Jallow, 6. Ciò che è mancato alla squadra nel primo tempo, è ciò che Jallow conferisce alla squadra nel momento del suo ingresso in campo. Una grandissima facilità nel dribbling, grande presenza anche al centro dell’area, ma conclusioni poco pericolose.

Bocalon, 6. Un ingresso da vero guerriero, è apparso molto determinato nonostante avesse solo quattro minuti di tempo regolamentare per portare i suoi in vantaggio. Fa esplodere l’Arechi, è pronto a festeggiare sotto la Curva Sud, ma il suo urlo come quello dei molti tifosi accorsi è strozzato dalla bandierina del guardalinee.

Colantuono, 6,5. Si fa sentire negli spogliatoi, tanto da far cambiare nettamente il corso della ripresa. Si accanisce con il direttore di gara per non aver visto un colpo al volto di un suo giocatore e viene espulso. Si reca sul tetto dello stadio e dirige da lì i suoi, come un vero comandante. Mister Colantuono appare davvero il valore aggiunto di questa squadra.

 

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