Scene da Oscar, i 30mila dell’Arechi e un Di Vaio in rampa di lancio

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15 Novembre 1998. L’orologio s’interrompe, i salernitani rimandano qualsiasi impegno. C’è la Bersagliera da sostenere, allo stadio Arechi arriva il Perugia. In un match, alla nona giornata di campionato, che ha già il sapore del dentro o fuori. Gli appuntamenti vengono posticipati, il dovere è riempire le gradinate dell’impianto di via Allende. E la massa risponde presente. La fortezza del Cavalluccio si colma di persone. Una marea di 30mila sostenitori granata inonda lo stadio in attesa della partita contro il Grifo. Dagli spalti, nel vibrante e pulsante cuore della Curva Sud, s’innalza maestosa la coreografia. Un vero e proprio capolavoro realizzato nel settore popolare. “Scene da Oscar”, recita lo striscione sottostante.

E la risposta della formazione di Delio Rossi non si fa attendere. Nessuna pressione, senza esitazioni e con l’obiettivo di centrare il successo. Sotto gli occhi e il fischietto di un big del panorama italiano, Pierluigi Collina. Il mister si affida agli uomini migliori, coloro che hanno fornito garanzie nel corso delle prime apparizioni. La Salernitana gioca bene, sfoggia una prestazione importante e resiste alle offensive degli ospiti. Soffre, si sacrifica e rischia in rare occasioni. A spegnere gli attacchi degli umbri ci pensa Daniele Balli. E, tra le intuizioni di Roberto Breda e l’impeto di Emilio Belmonte, a finalizzare la manovra c’è Marco Di Vaio. Ancora a secco dopo otto turni, il goleador romano fatica a trovare la via del gol.

L’imprecisione sembra condannare il centravanti. Ma nel corso della ripresa, la musica cambia. Dopo l’ennesimo errore a tu per tu col portiere avversario. Di Vaio approfitta di una girata del collega di reparto per beffare la difesa del Perugia e insaccare. Esplode l’Arechi. Eppure, la sfida resta in totale equilibrio. I biancorossi cercano di riportare il risultato sul proprio binario. Al 93′, però, il numero 11 granata raccoglie l’assist di David Di Michele e realizza la seconda marcatura stagionale. Il boato dei 30mila rimbomba in città, la gara si chiude tra le lacrime di gioia del Profeta.

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