Ternana, parla patron Bandecchi: “Meglio giocare in Zimbabwe. Ripescaggi il 7 settembre”

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E’ un’estate rovente per il sistema calcio italiano. Tra ripescaggi, ricorsi e contro-ricorsi, mentre il paradiso della serie A si gode campioni del calibro di Cristiano Ronaldo, dalla serie B in giù si sta scatenando l’inferno. A parlare questa volta è il patron della Ternana, Stefano Bandecchi, ai microfoni del sito ufficiale della società umbra. Di seguito l’intervista completa rilasciata a TernanaCalcio.com:

Patron Bandecchi, lunedì sera la Serie B ha sorteggiato il calendario a 19 squadre. Poi cosa è successo?

«Tutti si sono affrettati a scrivere che il Coni ha rigettato il ricorso della Ternana contro la B a 19 squadre. Ma non è così: la sentenza diramata dal Collegio di Garanzia del Coni respinge l’istanza di sospensione cautelare degli atti impugnati, ma ammette nel merito questioni fondamentali che mi sembra vadano in una direzione positiva per la Ternana, e non solo».

Vale a dire?

«Leggendo bene la sentenza, si capisce che dopo il 7 settembre la Serie B sarà obbligata a riammettere le squadre che hanno il diritto a partecipare al ripescaggio. Si tratta di un enorme passo avanti, un’arma tagliente, che non è stato colto da chi, forse perché ha fretta di passare tranquillo il Ferragosto, si è limitato scrivere che il Coni ha confermato il format della B a 19. Dopo il 7 settembre credo proprio che qualcuno sarà ripescato, poi che sia la Ternana o il Catania lo vedremo. Attualmente, secondo quanto ribadito dal Coni, è in vigore il procedimento precedente, e questo favorisce Ternana, Siena e Pro Vercelli. Anche questo è passato in secondo piano. Ora dobbiamo affermare le nostre ragioni, in termini di giustizia, nei confronti della Figc e del sistema calcio. Del resto, anche la Figc stessa si è contraddetta affermando che con le tre promozioni e le quattro retrocessioni il format non è cambiato. Ma se non è cambiato, allora le squadre devono essere 22 e gliene servono tre da reinserire. Quindi, siamo estremamente soddisfatti per la risposta del Coni, che ci dà serenità su tutta la linea e che, leggendo le motivazioni, ci fa capire che oggi nessuno può parlare di un campionato di serie B a 19 squadre. Mi sembra che il presidente del Collegio di Garanzia, Frattini, abbia fatto un lavoro eccellente».

Lei pensa che ci siano le condizioni per far partire il campionato di Serie B?

«Che il campionato parta o non parta ha poca importanza. Il 7 settembre tre società saranno riammesse e a quel punto dovranno recuperare solo un paio di partite. Quello che è successo lunedì sera a Milano è il nulla: si sta tentando di fare i furbi ma la verità è stata già scritta dal Coni. Rigettando la nostra istanza di sospensione cautelare, fa presente una serie di passaggi per cui credo che dopo il 7 settembre tre squadre saranno reintegrate di loro diritto».

Quali sono i prossimi passi per la Ternana?

«Intanto, forti anche della risposta ricevuta dal Collegio di Garanzia del Coni, abbiamo depositato un altro ricorso per il completamento dell’organico della serie B. In secondo luogo presenteremo delle denunce penali contro chi si è reso protagonista di gesti che a nostro modo di vedere devono passare dalla lente della giustizia sportiva a quella della giustizia penale. Quando 20 giorni fa mi è stato chiesto di versare 700 mila euro a fondo perduto per partecipare a un ripescaggio mi sono fidato della Figc. Dove sono quei soldi, che come altre società abbiamo versato e che ora sono tenuti fermi e sottratti alla libera impresa? Non mi sono ancora stati restituiti».

Dopo il suo appello, ha ricevuto qualche segnale dalle forze politiche?

«Ho cercato di mettermi in contatto con la Presidenza del Consiglio, con il sottosegretario Giorgetti per far sì che l’Italia dello sport non sia lasciata nelle mani dei soliti noti. Questi sarebbero i signori del nuovo calcio, quelli scelti per ricostruire? Allora è meglio andare a giocare in Zimbabwe».