Tra vecchie certezze e nuovi propositi: Ventura rispolvera il 3-5-2 e studia l’alternativa tattica per la sua Salernitana

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Scorrono via i giorni che separano la Salernitana dal suo pubblico. Il calendario dice -6 al ritorno sul rettangolo verde dell’Arechi. Per un campionato vicino alla ripresa e con una percezione totalmente differente da qualche mese fa. Sembra, infatti, quasi remota l’ultima gara disputata: era il lontano 7 marzo e la Bersagliera incappava in uno scivolone nel deserto del Curi di Perugia. Un ko di misura che segnava il periodo altalenante della brigata granata e chiudeva – con un’intuizione anticipata – il torneo cadetto. Quindi, il lockdown e la quarantena. E l’idea di proseguire nella mansione calcistica sempre più sbiadita. Poi, la decisione dei vertici di portare a termine il campionato. E la Salernitana, in uno stadio che si prospetta desolato per la mancanza dei tifosi, attenderà il Pisa nell’impegno del 20 giugno.

Le certezze di mister Ventura – Si riafferreranno le vecchie certezze. Quelle che hanno portato il Cavalluccio a poche lunghezze dal secondo posto in classifica. Una graduatoria che, d’altro canto, resta raccolta e aperta a qualsiasi evoluzione. Eppure, la Salernitana – orfana del suo dodicesimo uomo – potrà contare sull’esperienza di Ventura e sulla sicurezza di un modulo collaudato. Il 3-5-2. Perfettamente adeguato alle caratteristiche dei profili in rosa. Una struttura che permette di sfruttare le corsie laterali e approfittare della stazza fisica di Djuric nei duelli aerei. Uno dei principi del trainer ligure rimane la costruzione del gioco per vie centrali in modo da approfittare delle incursioni delle mezzali e della qualità della seconda punta. In quest’ottica, il recupero di Cerci potrebbe assumere un’importanza vitale. In chiave difensiva, invece, il gruppo può confidare su un reparto ben amalgamato: dalla forza di Migliorini all’abilità di Aya, dal curriculum di Heurtaux alla disponibilità di Jaroszynski.

Vecchio campionato, nuovi propositi – Ciò nonostante, Ventura starebbe riflettendo su una variante tattica da rendere opzionale e coerente alle peculiarità degli uomini. Un 3-4-3 mascherato, da utilizzare a partita in corso e per provare a scardinare avversari compattati nella propria metà campo. Uno schema – impiegato dal tecnico ai tempi di Bari e Torino – che richiede corridori sulle corsie. In mediana, lo spazio verrà riservato a Dziczek (per l’impostazione) e ad Akpa-Akpro (in rottura e inserimento). Sulle fasce, al contrario, servirà l’apporto del recuperato Lombardi, della rivelazione Cicerelli e dell’adattato Kiyine. Sull’out mancino, Ventura potrà contare anche su Lopez e su Curcio, con appena 21′ collezionati. In zona offensiva, Cerci avrebbe la possibilità di muoversi sulla destra per rientrare e calciare col sinistro. Mentre a destra, potrebbe balzare in auge l’ipotesi Jallow.

La Salernitana, dunque, si prepara al match di sabato: c’è tanta curiosità nel rivedere la Bersagliera, interpretare lo stato di forma dei ragazzi ed evidenziare l’eventualità di qualche cambiamento nello spartito del mister.

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