Tutto gira attorno alla sentenza della C.A.F. Allungamento dei tempi dinanzi al Tar possibile alleato granata

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Altro giro, altra corsa: questa volta dinanzi alla Corte d’Appello Federale presieduta dal salernitano Luigi Caso a seguito del rinvio per astensione del Presidente Santoro (indagato in passato per reato di corruzione), chiamata a giudicare sulla sentenza emessa dal T.F.N. Il Palermo, infatti, chiede la comminazione di una pena meno afflittiva con sottrazione dal play-off e attribuzione di almeno 20 punti di penalizzazione: dovessero essere 25, la Salernitana sarebbe condannata alla disputa del play-out con il Venezia complice la classifica avulsa che penalizza i granata a parità di punti con i siciliani ed i lagunari. A questo punto, invero, il ricorso inoltrato al TAR da parte del Foggia, non dovrà più transitare nella fase di merito, rendendo inutile la pronuncia dello scorso 23 Maggio. Dovesse, invece, passare la linea dura inflitta dal T.F.N. anche nel secondo grado di giudizio, occorrerà verificare come il TAR, che ha con decreto adottato la sospensione cautelare della delibera di blocco del play-out da parte della Lega, interpreti tale sentenza (scorrimento con disputa del play-out o retrocessione diretta del Palermo insieme alle altre tre squadre). A quel punto, giunti all’undici Giugno, con ancora una settimana a disposizione per la disputa degli spareggi, la Salernitana farebbe valere le proprie ragioni, allungando dinanzi al Consiglio di Stato il tempo, unico in assoluto, alleato dei granata per salvare la stagione senza passare dallo spauracchio della post-season. L’avvocato Gianmichele Gentile, infatti, farebbe valere i singoli vizi di competenza giurisdizionale nella pronuncia del Tar che, a ragione della linea difensiva granata, non può decidere su questioni disciplinari o ritenere iniquo il trattamento scelto dalla lega nell’applicazione di una sentenza con disputa del play-off e blocco (iniziale) del play-out. Dulcis in fundo, passasse la sentenza del T.F.N., l’interpretazione della stessa con cambio di avversario nel play-out (dal Venezia al Foggia) e conseguente disattesa dell’obbligo di assicurare ai calciatori (come da contratto) un determinato periodo di ferie, comporterebbe una sostanziosa richiesta di risarcimento del danno. Per tali motivi, arrivare seppur con le ossa rotte all’undici Giugno,consentirebbe alla Salernitana di allungare i tempi utili per avvicinarsi alla nuova stagione, tale da indurre la Lega ad emettere una decisione che “salvi tutti” mediante l’ampliamento del format a 22 squadre: forse, chissà, l’unico obiettivo perseguito da tutte le parti interessate tra vari ricorsi e colpi di carte bollate nell’ennesima, bollente Estate Italiana.