Un arciere…attempato, ecco chi è Emanuele Calaiò

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I pro: ha una grande esperienza e sa come fare gol. I contro: ha 37 anni ed è inattivo da sei mesi. Ecco, scioriniamo subito pregi e difetti di Emanuele Calaiò, nuovo attaccante della Salernitana.

La sua carriera è talmente lunga e ricca di soddisfazioni che ne diamo una breve sintesi. Nato a Palermo l’8 gennaio 1982, cresce nel settore giovanile del Torino e con i granata esordisce in Serie A il 6 gennaio 2000 in Reggina-Torino 2-1 e firmando anche il gol del Toro in quell’occasione. Calaiò rimane in granata anche per un’altra stagione e mezza (una in B e mezza in A), collezionando nel complesso 3 reti in 20 presenze. A gennaio 2002 passa in prestito alla Ternana in Serie B, non riuscendo a contribuire, nonostante le 2 reti in 10 presenze, alla salvezza delle Fere. La stagione successiva rimane in cadetteria in prestito al Messina, dove in sei mesi con i  peloritani sigla 2 gol in 13 presenze.

A gennaio del 2003, il Torino cede Calaiò al Pescara in Serie C. Nei suoi primi 6 mesi in Abruzzo, Calaiò mette a referto 10 gol contribuendo al ritorno in B del Delfino. La stagione prossima, in cadetteria con i biancazzurri, il palermitano esplode definitivamente. 21 gol lo laureano capocannoniere e anche il campionato successivo 2005/2006 parte alla grande con 6 gol in 19 presenze. A gennaio 2006, però, Calaiò riceve la chiamata da Pierpaolo Marino, DS del nuovo Napoli che sta sorgendo dalle ceneri del fallimento che l’ha portato in C. Il palermitano non si fa pregare e Calaiò diventa l’attaccante emblema del Napoli che in tre stagioni e mezzo dalla terza serie ritorna in Serie A. Un ritorno al quale Calaiò contribuisce con 44 reti in 130 presenze.

Nell’estate del 2008, Calaiò passa al Siena. Con i bianconeri disputa quattro stagioni e mezzo, nel quale può festeggiare due salvezze in A nel 2009 e nel 2012, una promozione in A nel 2011 ma anche dispiacersi per una retrocessione in B nel 2010. Nel complesso, in numeri l’esperienza numerica si traduce in 50 reti in 154 presenze. A gennaio 2013, Calaiò torna al Napoli per 6 mesi, collezionando 6 presenze senza fare gol.

Nell’estate del 2013, Calaiò passa al Genoa in Serie A e con il Grifone contribuisce alla salvezza con 3 reti in 22 presenze. Nel 2014, il passaggio al neoretrocesso Catania in Serie B. Il palermitano nella sua “città rivale”, segna 18 reti in 35 partite. Il Catania si salva, ma nell’estate del 2015 scoppia il caso “calcioscommesse” che coinvolge direttamente il presidente dei rossoazzurri Pulvirenti. Gli etnei vengono retrocessi d’ufficio in C e Calaiò cambia aria per rimanere in B, accasandosi allo Spezia. Il siciliano con 11 reti in 41 presenze trascina i bianchi al raggiungimento dei playoff, chiusi con l’eliminazione in semifinale da parte del Trapani.

Nell’estate del 2016, Calaiò accetta una nuova scommessa nel tentare di far risalire una nobile decaduta: il Parma. Il siciliano si accasa con i Ducali e al primo anno con 18 reti in 43 presenze centra la promozione in B. La stagione successiva con 13 gol in 35 presenze contribuisce al ritorno in A. Una A che Calaiò vede, dall’agosto 2018 fino a oggi, solamente dalla tribuna in quanto fuori lista. Ora il suo passaggio alla Salernitana.

Soprannominato l'”arciere” (poiché esegue il gesto di scoccare una freccia al momento di esultare dopo ogni gol), Calaiò è una prima punta non tanto dotata fisicamente ma che cerca più il fraseggio con i compagni per andare in gol, piuttosto che affidarsi a cross dal fondo. Dotato di un’ottima tecnica individuale, è in grado di tenere palla e di far salire la squadra. Il suo difetto principale, come detto, è l’età. A 37 anni e con 6 mesi di inattività sul groppone, l'”arciere” è un po’…attempato al momento. Ma gli basterebbe poco per tornare a scoccare frecce come ai bei tempi…

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