Un errore condizionante ma nessuna scusante…

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Un crollo mentale più che fisico per la Salernitana di Gian Piero Ventura. Il pareggio maturato sul terreno di gioco dell’Arechi nella sfida interna contro l’Ascoli ha accentuato il malumore della Provincia. A far storcere il naso è stata la prestazione offerta dalla brigata granata che è apparsa in difficoltà e lontana dalla miglior espressione per lunghi tratti del match. Ad una prima frazione equilibrata e con un vantaggio momentaneamente agguantato è seguito un secondo tempo anonimo, piatto e impersonale. Schiacciati dalla qualità dei bianconeri, gli interpreti della Bersagliera hanno incontrato particolari complessità. E a concretizzare le criticità ci ha pensato Scamacca con la rete del pari. E non solo.

Sì, perché c’è da segnalare l’ennesima svista della terna arbitrale. Un errore che va ad aggiungersi a una lunga serie. La stagione della Salernitana, tribolata da importanti e pesanti defezioni, è influenzata dalle decisioni degli uomini in maglia gialla. Spesso avverse nei confronti del Cavalluccio. Tanto da far chiudere a riccio la società che ha indetto il silenzio stampa a seguito della decisione del direttore di gara Niccolò Baroni e degli assistenti. A condizionare il risultato è stato il gol regolare annullato a Gondo al 58′. Il centravanti, fiondatosi su una parata non perfetta di Leali dopo un tiro di Lopez, ha siglato il tap-in da due passi. Subito si è alzata la bandierina del guardalinee a smorzare l’esultanza dell’ivoriano.

Visto e rivisto al replay, la posizione dell’attaccante granata è apparsa in linea col difensore avversario. Gondo, infatti, è tenuto ampiamente in gioco da Gravillon. Un provvedimento errato che, d’altra parte, non può risultare una scusante. Certo, andare in vantaggio di due reti avrebbe incanalato la partita su un binario giusto per gli uomini di Ventura. Tuttavia, il gruppo si è ritratto troppo e ha accusato la pressione della formazione di Paolo Zanetti. La scelta di Baroni e del collaboratore non può essere vista come un alibi. Di recente, anche ai vicini di Napoli è accaduta una situazione analoga. In quel caso, il mancato rigore assegnato a Llorente e poi la marcatura beffa di Ilicic. Poi, la performance negativa di Roma e un filotto di risultati tutt’altro che entusiasmanti.

La Salernitana è attesa dalla delicata trasferta a Cittadella. Il calendario è faticoso e la classifica è corta. L’obbligo è quello di rimuovere completamente ciò che è successo all’Arechi e farsi trovare pronti – soprattutto mentalmente – alla prova in esterna al Tombolato.

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