Una vittoria che non può far storcere il naso. Salerno perché non te la godi?

Salernitana

Diciamolo subito, al Provinciale la Salernitana non ha certo fatto stropicciare gli occhi per la prestazione offerta. Spesso passiva, con evidenti difficoltà in fase di costruzione, la compagine allenata da Ventura è stata salvata dalle ottime parate di Micai, da qualche errore sotto misura da parte dei padroni di casa, e soprattutto,  dal “regalo” gentilmente offerto da Scognamillo che ha stoppato con il braccio un innocuo traversone dalla sinistra di Kiyine. Insomma, un successo ottenuto con il minimo sforzo, in una serata dove tutto è girato per il verso giusto. Anche la fortuna. Doverosa la premessa, resta da comprendere il forte scetticissimo  imperante sul web circa le modalità di come è avvenuto questo successo. Ovviamente, uno scetticismo che viene da lontano, da quattro anni deludenti dove tante sono state le illusioni, i voli pindarici, prima di cadere rovinosamente a terra. Ed alzi la mano chi non avrà pensato, anche solo per un istante, alle prime giornate dello scorso campionato targato “Colantuono”. Si vinceva, si, con un tiro in porta, e dopo pali e traverse subite con annessi miracoli di Micai. Similitudini evidenti se rapportate al match di ieri. Invero, diverse appaiono le differenze.  Innanzitutto i tanti, troppi, infortuni che stanno condizionando, ed in parte frenando, il percorso di crescita della squadra. Gente come Akpà, Mantovani, Lombardi, Billong, Heurtaux, senza considerare il graduale inserimento di Cerci e quello prossimo di Dzickez, rappresentano ben più di semplici alternative in un torneo cadetto. D’altronde, lo stesso trainer ligure lo aveva anticipato in sala stampa con un eloquente “ora bisogna serrare i ranghi”. Insomma, ok il bel gioco ma in questo momento di contingenza male non si fa  se si conquistano anche punti. E poi, aspetto da non sottovalutare, questa Salernitana è la seconda compagine più giovane. Bisogna, quindi, darle il tempo di crescere, di imparare,  di …sbagliare, soprattutto. Infine, in fondo, sono trascorse appena quattro giornate di campionato, appena una goccia all’interno di un bicchiere chiamato campionato. Nessun trionfalismo, dunque, e testa già al Chievo ma una sana consapevolezza che il condottiero della nave sa il fatto suo.  In questo momento è già tanto, probabilmente  una garanzia. Pertanto, lecito chiedersi: Salerno, oggi hai vinto. Perché non te la godi?

Armando Iannece