Lo stallo decisionale del patron Danilo Iervolino, che ha portato al rallentamento su Mimmo Toscano e alla forte ascesa di Vito Di Bari, è legato principalmente a valutazioni di natura contrattuale, logistica e di programmazione economica.

Sebbene Toscano rimanga la prima scelta "di garanzia" del direttore sportivo Faggiano per via della sua grande esperienza e del curriculum vincente, Iervolino ha frenato a causa di tre nodi principali:

Le pretese sullo staff tecnico: Toscano ha chiesto tassativamente di portare a Salerno tre dei suoi collaboratori di fiducia. Iervolino ha respinto questa richiesta poiché la Salernitana ha già sotto contratto i collaboratori del precedente staff di Serse Cosmi. Il patron vorrebbe che il nuovo tecnico li confermasse per evitare un ulteriore aggravio sui costi societari. 

La durata del contratto: La Salernitana ha offerto un accordo a breve termine (fino a giugno 2027 o un contratto di 8 mesi con rinnovo legato ai playoff). Al contrario, Toscano pretende una stabilità maggiore, chiedendo un contratto di almeno un anno e mezzo. 

Garanzie sul mercato ed esborsi: Toscano ha richiesto pesanti rassicurazioni e investimenti in vista del mercato di riparazione di gennaio. Iervolino preferirebbe una gestione più flessibile e, non a caso, sullo sfondo rimangono anche le voci relative a una possibile cessione societaria a una holding italiana, elemento che congela gli investimenti a lungo termine. 

Perché crescono le quotazioni di Vito Di Bari:
L'ex tecnico del Casarano rappresenta l'esatto opposto sul piano burocratico: ha già dato una totale disponibilità di massima a liberarsi (rinunciando al vincolo contrattuale con i pugliesi) ed è decisamente più flessibile ed elastico sia sulle richieste economiche che sulla durata del contratto. Questo lo rende il profilo ideale per le esigenze immediate di Iervolino, che cerca una soluzione meno vincolante per le casse del club.