Salernitana-Bari, la notte magica di Varela Djamanca
L’impatto del portoghese cancella la capolista
C’è la firma indelebile di Muhamed Varela Djamanca sulla clamorosa vittoria in rimonta della Salernitana contro la capolista Bari (2-1). Il calciatore portoghese, subentrato nella ripresa, ha spaccato in due il match dell'Arechi regalando tre punti d'oro alla formazione di Serse Cosmi e riscrivendo le gerarchie di una gara che i pugliesi avevano controllato per oltre ottanta minuti.
L'ingresso in campo di Djamanca al 68', in sostituzione del centrocampista Kees de Boer, ha rappresentato la mossa chiave della panchina granata. Inserito per dare ampiezza e imprevedibilità alla manovra, l'ex esterno dell'Arezzo ha subito alzato i ritmi sul fronte offensivo. All'88', pochissimi minuti dopo il pareggio siglato da Lescano, Djamanca ha finalizzato la spinta granata: perfetto inserimento sui risvolti di un tracciante di D'Ursi e stacco aereo imperioso a centro area che ha trafitto l'incolpevole Cerofolini per il definitivo 2-1.
La rete della vittoria ha scatenato il boato dei quattordicimila spettatori dell'Arechi. Djamanca ha celebrato la sua prima marcatura in maglia granata con la sua tradizionale esultanza acrobatica, prima di venire sommerso dall'abbraccio collettivo della squadra. Nel corso dei concitati festeggiamenti si è registrato anche un insolito fuoriprogramma: l'attaccante Antonino La Gumina ha rimediato un colpo fortuito al volto che gli ha causato un'abbondante epistassi nasale, costringendolo a seguire i minuti di recupero a bordo campo con i tamponi medici. In tribuna autorità, visibile la soddisfazione del patron Danilo Iervolino per l'esito del forcing finale.
Nel post-partita, il match-winner ha espresso tutta la propria soddisfazione ai microfoni della stampa locale:
"Avevo promesso ai compagni che avrei segnato sotto la Curva Sud. Chi subentra ha il dovere di cambiare l'inerzia della sfida e stasera ci siamo riusciti sia io sia Lescano. Il mister mi chiede di sfruttare l'uno contro uno e di attaccare la profondità; sento la fiducia di tutto l'ambiente."
Il classe '98 ha poi chiuso con una battuta legata a un vecchio retroscena di mercato:
"Nel 2019 feci un provino a Salerno quando militavo nelle categorie inferiori, ma non venni tesserato. Il calcio offre sempre una seconda opportunità e il destino ha voluto che il mio primo gol importante arrivasse proprio in questo stadio".