Il filo tra la proprietà e lo spogliatoio della Salernitana resta saldo. Anche prima della sfida contro il Barletta, Danilo Iervolino ha voluto far arrivare alla squadra la propria voce, confermando una presenza che Mattia Vitale considera tutt’altro che formale.

«Abbiamo parlato in video con il presidente anche prima della partita del “Puttilli”, dopo il collegamento già avuto alla vigilia del Potenza. Ci ha trasmesso entusiasmo e ha voluto farci sapere quanto sia orgoglioso del modo in cui stiamo rappresentando la Salernitana. È una vicinanza concreta: durante la mia carriera non ho incontrato molti presidenti così partecipi».

Dalle dinamiche societarie al verdetto del campo. L’1-1 di Barletta non viene accolto come un risultato da cestinare, ma neppure come un traguardo pienamente soddisfacente. La valutazione di Vitale tiene insieme il valore dell’avversario e quanto prodotto dalla formazione di Serse Cosmi.

«Se consideriamo la caratura del Barletta, il pareggio non può essere disprezzato. Per lo sviluppo dell’incontro e per la maniera in cui lo abbiamo affrontato, però, prevale un’altra sensazione: abbiamo lasciato per strada due punti che erano alla nostra portata».

Sull’autorete che ha indirizzato la gara, il centrocampista evita processi e guarda immediatamente oltre: «È stato un episodio fortuito che ci ha penalizzato oltre i nostri demeriti. Non dobbiamo modificare il percorso intrapreso. Continuando a lavorare con serietà, arriverà il momento in cui anche le circostanze cominceranno a essere favorevoli».

Vitale sta intanto completando il proprio percorso di crescita atletica e di assimilazione tattica. Nel 4-4-2 disegnato da Cosmi è chiamato a interpretare compiti differenti rispetto a quelli della mezzala tradizionale.

«La mia condizione sta migliorando e conto di raggiungere il massimo nel mese di ottobre. Credo che, nello stesso periodo, tutta la squadra compirà un ulteriore salto sul piano fisico. Nasco come mezzala, ma questo sistema richiede movimenti e letture diverse. Il mister ritiene che io possa esprimermi bene anche in questa disposizione e sto lavorando per rispondere alle sue richieste».

L’approdo a Salerno rappresenta il secondo capitolo di un corteggiamento cominciato già nella precedente stagione: «La Salernitana aveva manifestato il proprio interesse anche un anno fa. Allora preferii Vicenza perché conoscevo diversi elementi della rosa e anche Fabio Gallo. Quando si è ripresentata questa opportunità, ho deciso di accettarla: sono arrivato in una squadra che ha il dovere e l’ambizione di competere per vincere».

La classifica resta ancora un cantiere aperto, ma Vitale non ridimensiona l’orizzonte granata. Qualità tecniche, compattezza dello spogliatoio e ferocia agonistica vengono indicate come i tre pilastri sui quali edificare il percorso.

«Siamo consapevoli della nostra forza e sappiamo di poter contare su un gruppo unito. La differenza, tuttavia, dovrà farla la fame. Dobbiamo affrontare ogni partita con l’urgenza di chi lotta per conquistare la salvezza, pur inseguendo obiettivi molto più importanti. Se conserveremo questa tensione, avremo tutte le possibilità di abitare stabilmente la parte alta della classifica».