Come riportato da calciosalernitana.it, ecco il racconto dei due tifosi giunti allo Stirpe venerdì sera.

“E’ stata una serata surreale – racconta Marco, 38enne agente immobiliare da tempo trapiantato in Umbria per motivi di lavoro -, per noi è semplicemente la normalità essere al fianco della Salernitana, pur vivendo a oltre 400 chilometri dalla nostra città natale abbiamo anche l’abbonamento per le gare all’Arechi, siamo praticamente sempre presenti anche in casa, e non siamo andati pensando alla retrocessione, con l’Atalanta saremo regolarmente in Curva. L’ingresso nel settore ospiti è stato a dir poco grottesco, siamo stati scortati dalla polizia, seguiti dagli steward, controllati, però trattati con estrema gentilezza, basti pensare che il bar era chiuso e stesso il servizio d’ordine ci ha fatto la cortesia di recuperare almeno un paio di birre dai punti ristoro casalinghi. Ci aspettavamo una reazione, ma ormai l’andazzo è questo da mesi, ma più della sconfitta a dispiacere è stata la totale indifferenza dei giocatori. A fine partita nessuno è venuto sotto il settore, e ci avevano anche visto perché hanno effettuato il riscaldamento proprio sotto di noi. Bastava anche solo un cenno, una mano alzata in segno di ringraziamento, tutto ciò simboleggia l’atteggiamento di questa stagione, ognuno ha pensato ai fatti suoi”.

In qualità di redazione che racconta i principali avvenimenti della Salernitana, ci associamo al messaggio di Marco. Perché non degnarsi di andare sotto al settore? Perché non chiedere almeno scusa, non solo per la retrocessione ma per un intero campionato giocato senza mordente? Perché non avvicinarsi a due tifosi che, nonostante tutto, si sono sobbarcati tanti kilometri? Si può perdere, si può retrocedere, nessuno lo mette in dubbio. Sta di fatto che il comportamento, post gara, della Salernitana, non è stato un bel gesto. C'è gente che per la Salernitana fa i kilometri, percorre l'Italia intera, lascia a casa affetti e lavoro, e questo non è il modo giusto per ripagarla.