Trust, canguri milionari, falsi nemici: ecco come Lotito sta cedendo la Salernitana

Scritto da Ennio Carabelli  | 

Come prima, più di prima dividerò.... Il motto vincente di Lotito padre del presidente Enrico Lotito, indirettamente, sta condizionando ancora una volta gli ultimi giorni che scandiscono la cessione inevitabile della Salernitana. Perchè l'unica certezza giuridica che fa male all'imprenditore, spogliato dalla norma (giusta o sbagliata che sia) del potere contrattuale, sarà la cessione per intero delle quote del pacchetto azionario ad un prezzo fatto dal compratore.

Ed allora per provare ad alleggerire tale peso ottenendo il massimo possibile, Claudio Lotito nell'interesse del proprio figlio e del cognato ha creato per l'ennesima volta un clima surreale in cui ad ore, sui giornali, fuoriescono teorie disparate sulle ipotesi di aggiramento della norma (trust, cessione di quote di minoranza) che cozzano con la multiproprietà.

La Figc da parte sua con il presidente Gravina resta ferma sulle sue posizioni:"La Salernitana dev'essere ceduta senza lasciare spazio ad ipotesi sibilline". La proprietà attuale questa serie A non può mantenerla: sic et simpliciter tutto ciò che in fondo è stata la base degli ultimi cinque anni che hanno scandito i campionati di B prima della risurrezione che ha un prezzo sul quale la famiglia Lotito-Mezzaroma ha poca capacità contrattuale: prendere o lasciare.

A farlo capire a chiare lettere il presidente della Figc Gravina e l'Assemblea di Lega per fatti concludenti: proprio nelle ultime ore, l'Assemblea di Serie A non ha convocato la Salernitana, al momento beneficiaria di una proroga e come tale avente diritto per titolo acquisito sul campo, a prendere parte alla composizione collegiale senza potere di voto sulla questione relativa alla nomina del consigliere indipendente.

Bene al netto di un abuso di potere in una situazione in cui la salernitana non aveva in alcun modo capacità di esprimere doppio voto, la Lega di A ha preferito non notificare l'invito alla società granata rischiando una pesante sanzione pecuniaria per dare semplicemente un segnale.

Non sarà il Trust, la cessione di una quota di maggioranza a dirimere la questione della multiproprietà per consentire comunque di avere, direttamente o indirettamente un doppio voto in Figc (altra questione legata alla norma).

La questione è puramente economica sul fronte salernitana, politico gestionale sul fronte FIgc che non si sposta di un millimetro dalla propria tesi.

Dall'altra parte una volta si lascia capire di voler cedere per intero, una volta per metà il pacchetto azionario, tutto questo mentre il 25 Giugno scade il termine ultimo della proroga.

Ebbene pensare che Lotito padre possa solo aver pensato di poter non cedere la Salernitana-non ora ma a tempo debito-prima del rischio della serie A, è esercizio che solo chi parla di Trust come elemento risolutivo del nodo delle Noif, può effettuare.

Claudio Lotito non ha fatto altro che alimentare confusione tra i tifosi, sui quotidiani, ottenendo che le Noif, da undici anni conosciute, siano state ancora una volta male interpretrate proprio nella città in cui da anni si dovevano conoscerle a mena dito.

E mentre il tempo scorre con chi cerca di far passare la vendita di una società alla stregua della cessione di un'automobile in tempi ristretti, Lotito prova a fare il suo, semplicemente il suo: l'imprenditore al fine di ottenere il miglior prezzo possibile dalla vendita.

Peccato che più passi il tempo più il nodo alla cravatta si stringa e ad apporre la mano sia proprio la FIGC, quella stessa che ha consentito a Lotito padre e poi ad Enrico figlio, di rilevare una squadra a 300 mila euro senza debiti ed ottenere una proroga una volta giunta nei professionisti.

Mentre ci si arrovella su false soluzioni antigiuridiche, mentre c'è chi dichiara una soluzione per poi smentirla dopo 24 ore, il padre di famiglia, da tempo continua a coltivare l'unica soluzione possibile, sperando che al rogito tale confusione abbia prodotto un surplus sulla cessione..

Tutto qui: mera questione imprenditoriale, quella stessa che aveva fatto scatenare sui giornali il falso mito che i beni immateriali della Salernitana acquistati dall'Energy Power in Tribunale, non fossero di proprietà della stessa. Un'aberrazione giuridica fatta passare come la soluzione per risparmiare sull'acquisto.

Di poi tutti sanno come andò a finire con buona pace degli asserviti...