Marco Mezzaroma; "la Salernitana va venduta, non svenduta, mi sarebbe piaciuto essere il presidente in Serie A"

Le parole dell'ex co-patron a Le Cronache

In un'intervista rilasciata dall'ex co-patron della Salernitana al giornale online Le Cronache, Marco Mezzaroma sfoga tutto il suo rammarico per le situazione societaria e per la mancata possibilità di poter essere il presidente dei granata anche in serie A.

Di seguito l'intervista integrale.

«Una punta di rammarico c’è, le norme federali sulla multiproprietà sono stringenti e la stessa è stata anche inasprita per parenti ed affini in modo abbastanza esagerato. Dunque…» Marco Mezzaroma, ex co patron della Salernitana con Claudio Lotito non riesce ancora a capacitarsi, anche se si sta facendo una ragione, per aver dovuto lasciare la squadra granata proprio quando è arrivata, con lui e Lotito, nella massima serie. «Il dispiacere è enorme e non potermi godere la serie A, da protagonista, mi rode parecchio. Siamo partiti dieci anni fa dai campi impolverati e disagiati della serie D, addirittura abbiamo vinto anche la C2 come c’era allora prima di essere promossi in C1, poi la serie B e oggi la serie A. Sarebbe stato bello entrare da protagonisti a San Siro, all’Olimpico ed in altri gradi stadi Italiani» C’è rammarico in lei? «Ma certamente anche se tutto ciò lascia il tempo che trova. E si deve per forza di cose andare avanti in questo modo in attesa che arrivi il nuovo proprietario o i nuovi proprietari e possono valutare l’effettivo valore della società. E noi siamo alla finestra ed aspettiamo che la Salernitana non venga svenduta ma venduta…» Lei non ha notizie in merito? «Guardi dalla fine di giugno non abbiamo possibilità di incidere su nulla. Abbiamo con mio cognato conferito le quote al trust ed i trustee con l’amministratore delegato attuale devono valutare tutte le proposte che sono arrivate e che arriveranno» E’ stato importante anche l’apporto del direttore Fabiani che ha operato sul mercato allestendo una buona squadra di serie A con il francese Ribery come ciliegina sulla torta «Il direttore è una persona perbene e dopo tanti anni di esperienza in società ha cercato di metter su una squadra che potesse ben figurare in serie A. Anche se vedendo la classifica attuale della squadra si potrebbe pensare il contrario. Ma si deve anche tenere conto che ci sono tante squadre racchiuse in pochi punti e con una classifica corta tutto può ancora accadere» Ha visto, quindi, la Salernitana quest’anno? «Certamente sempre per televisione. E ha disputato anche buone gare avendo poca fortuna in molte altre» L’esonero di Castori e l’arrivo di Colantuono: Come giudica questo avvicendamento in panchina? «Diciamo che la riconoscenza ci sarà sempre per mister Castori che ha vinto il campionato di serie B arrivando in serie A. Purtroppo i risultati non sono arrivati ma penso che per Colantuono e la squadra non sarà una passeggiata di salute ma anche con l’apporto dei tifosi granata eccezionali che devono stare vicino alla squadra, non esaltarsi nei momenti sì e non deprimersi se arriva qualche sconfitta» C’è qualche calciatore in questa rosa che le ispira particolare fiducia? «Qualcuno della vecchia guardia come capitan Di Tacchio e Gyomber sono sempre in prima linea ma anche gli altri stanno facendo bene. Bisogna anche tener conto che questa squadra ha anche pagato l’impatto con una categoria eccezionale come la serie A» Due ultime domande, presidente. Domenica alle 15 Lazio – Salernitana all’Olimpico con oltre settemila salernitana al seguito. Lei ci sarà? Vuol dire qualcosa ai tifosi della squadra granata? «Sulla prima domanda rispondo subito: No, non sarò all’Olimpico per la partita e non so se la vedrò. Sui tifosi voglio solo aggiungere di essere contento per loro e per tutta Salerno sperando che si ricordino chi li ha riportati in serie A. Con la speranza che possano rimanerci a lungo in questa categoria»

Fonte: Le Cronache