Una Salernitana che ha trovato la strada per il suo presente, il suo futuro e il suo domani: la mano di Nicola, i granata fermano la capolista Milan

Scritto da Ettore Aulisio  | 

In un Arechi travolgente, scende in campo la prima Salernitana targata da Davide Nicola che schiera in attacco Djuric affiancato da Federico Bonazzoli. Titolare anche Franck Ribery, il quale si mette alle spalle le ultime prestazioni sottotono. Gara importante anche per il Milan capolista: Messias, Brahim Diaz, Leao e Giruod, tutti insieme nel 4-2-3-1 offerto dall'ex Stefano Pioli.

Partono bene i granata, ma al primo affondo del Milan cade lo schiacchiere di Davide Nicola. Solita progressione di Theo Hernandez che manda centralmente Messias tutto solo davanti a Sepe. Non sbaglia l'ex Crotone, che di sinistro buca l'ex Parma nell'angolo basso. Comincia in salita la serata della Salernitana. Al quattordicesimo esce Radovanovic per infortunio, al suo posto Ederson, mentre Bennacer per poco non sorprende, tre minuti dopo, Sepe su calcio di punizione ravvicinato. I granata sono in partita e in contropiede, alla mezz'ora, pareggiano i conti. Mazzocchi crossa per la testa di Djuric, Maignan in uscita buca l'intervento, Bonazzoli in rovesciata trova il gol, non può nulla Theo Hernandez sulla linea di porta. All'improvviso cambia l'inerzia del match, mentre il primo tempo scorre senza particolari e pericolosi affondi da parte di entrambe le squadre.

Queste partite vanno vissute e affrontate con forza, gamba, concentrazione e quel pizzico di follia che non è mancata alla Salernitana. Malgrado ciò è il Milan a effettuare il primo squillo. Leao prova a imitare Bonazzoli, rovesciata spettacolare che grazia Sepe, rimasto immobile a osservare la sfera fare la barba al palo. Giroud si divora un gol a tu per tu con Sepe, bravo l'ex Parma a chiudere lo specchio all'attaccante francese. Ma i rossoneri pasticciano, l'estremo difensore Maignan si fa rubare la sfera da uno scatenato Bonazzoli, che tutto solo a porta vuota tanta il gioco di prestigio in rabona, Romagnoli fa guardia ed evita il sorpasso granata. Sorpasso che arriva esattamente settantaduesimo. Grande manovra della Salernitana. Mazzocchi pesca Djuric, che di testa trafigge Maignan. Gol spettacolare, l'Arechi impazzisce, la squadra si avvolge in un abbraccio collettivo sotto la Curva Sud Siberiano e Nicola raccomanda di usare testa, cuore e gambe. I rossoneri salgono in cattedra, la prima della classe pareggia cinque minuti dopo con Rebic, abile a calciare fuori area e trovare l'angolino dove Sepe, complice la vista annebbiata dalla presenza di Fazio in traiettoria, non può davvero fare nulla. Nel finale il Milan prova l'arrembaggio, ma la Salernitana strappa un punto prezioso ai fini della classifica.

Bella, ordinata, cattiva e grintosa. Evidenzio, prendendomi tutti i rischi, che questa squadra è allenata dall'uomo giusto al momento giusto. Un uomo, Davide Nicola, che non si accontenta, ma cerca costantemente di superare i propri limiti. Oggi la Salernitana è stata figlia del carattere di Davide Nicola. Il tempo è importante, ma il nostro tecnico è entrato già in testa ai calciatori, creando quell'alchimia che qualche mese fa era difficile trovare in società, figuriamoci in campo. La partita della svolta, un match di metà campionato il quale potrà, probabilmente, rivelarsi inutile ai fini della salvezza. In realtà la nostra Salernitana ha finalmente trovato la sua strada per il suo presente, il suo domani e il suo futuro, indipendentemente dalla categoria e dal valore degli avversari.