La sconfitta di Siracusa ha lasciato il segno. Non soltanto per il 3-1 maturato al “De Simone”, ma per il clima che ne è scaturito attorno alla Salernitana, con una pioggia di critiche giudicate eccessive verso una squadra che resta pienamente in corsa per i propri obiettivi. In questo momento delicato, Danilo Iervolino sceglie di intervenire in prima persona e affida alle colonne del Corriere dello Sport un messaggio netto, rivolto a tutto l’ambiente granata: «Giù le mani dal direttore sportivo Faggiano e dall’allenatore Raffaele. Li facciano lavorare in santa pace».

Parole che tracciano una linea chiara. Il patron blinda il settore tecnico, finito nel mirino dopo la battuta d’arresto in terra siciliana, e chiede che il lavoro quotidiano non venga disturbato da polemiche e processi affrettati. La sconfitta brucia, ma non può diventare un pretesto per mettere in discussione uomini e scelte in un momento in cui la stagione è ancora tutta da giocare.

Nel suo intervento, Iervolino affronta anche il tema degli investimenti, respingendo con decisione le critiche su presunti impegni economici insufficienti. I numeri, sottolinea, raccontano una realtà diversa: dal 2021 ad oggi la proprietà ha immesso 138 milioni e 500mila euro nelle casse del club; soltanto in questa stagione sono stati versati 20 milioni, con due operazioni precise — 15 milioni il 3 ottobre e 5 milioni il 17 novembre. Dati che collocano la Salernitana ai vertici della categoria anche sotto il profilo dei costi: in Serie C, insieme a Benevento e Catania, il club granata detiene il monte ingaggi più elevato.

Il messaggio del presidente è duplice: da una parte la tutela della struttura tecnica, dall’altra la rivendicazione di un progetto che poggia su investimenti concreti e continui. Iervolino ribadisce di credere nel percorso intrapreso, di voler proseguire su questa linea e di non avere alcuna intenzione di arretrare nelle scelte strategiche. Allo stesso tempo, però, fissa un punto fermo: la fiducia non significa immobilismo. Dopo questo passaggio a vuoto, la Salernitana è chiamata a una fase di maggiore precisione e responsabilità, perché il margine di errore si è ridotto e ogni decisione dovrà produrre risultati.

La risposta, inevitabilmente, passa anche dal mercato. La società sta valutando interventi mirati, con l’obiettivo di inserire profili in grado di alzare qualità e competitività senza stravolgere l’organico. In attacco, uno dei nomi seguiti è quello di Cosimo Chiricò (34) del Casarano, vecchia conoscenza di Faggiano: operazione tutt’altro che semplice, perché il club pugliese non appare orientato a privarsene. Sullo sfondo viene citata anche l’ipotesi Massimo Coda (37), in scadenza con la Sampdoria, ma al momento la Salernitana non sembra intenzionata a percorrere quella strada.

Sulle corsie e nel reparto offensivo, il taccuino comprende diversi profili: Luigi Cuppone (28) dell’Audace Cerignola; Stefano Pettinari (33) della Ternana; l’esterno del Pescara Davide Merola (25); e Riccardo Tonin (25). Valutazioni che rientrano in una strategia chiara: innesti mirati, giocatori pronti, capaci di incidere.

A centrocampo, dopo l’arrivo di Giuseppe Carriero (28), si continua a guardare in quella zona del campo. È stato preso in considerazione anche Teoman Gündüz (21) del Thun, ma la trattativa viene ritenuta complessa. Tra i sondaggi figura inoltre il maliano Colli Saco (23), di proprietà del Napoli e in prestito agli svizzeri dell’Yverdon. Capitolo Lorenzo Meazzi (24): c’è stato un contatto esplorativo, con l’ipotesi di un’operazione in prestito.

Nel frattempo, la squadra deve fare i conti anche con alcune assenze. Nel prossimo turno mancheranno per squalifica Golemic (una giornata) e Arena (due turni). Torna a disposizione Anastasio. Michael Liguori ha lavorato parzialmente in gruppo, mentre prosegue il lavoro differenziato per Eddy Cabianca e le terapie per Roberto Inglese. Golemic e Longobardi sono rimasti a riposo per un attacco influenzale.

Il quadro che emerge è quello di una società decisa a non farsi trascinare dal rumore di fondo. Dopo Siracusa, Iervolino ha scelto di esporsi in prima persona: difesa netta del direttore sportivo e dell’allenatore, rivendicazione degli investimenti effettuati e indicazione di una linea chiara per il futuro. Fiducia sì, ma ora servono risposte. Sul campo e nelle scelte.

Ed è proprio qui che si apre una riflessione che va oltre la cronaca. Se la Salernitana dispone del monte ingaggi più alto non solo rispetto a Benevento e Catania, ma dell’intero Girone C di Lega Pro, e oggi si ritrova terza in classifica, a sei punti dalla capolista Benevento e a quattro dal Catania, allora qualcosa, inevitabilmente, non torna. Non è un atto d’accusa, ma un dato di realtà: quando il peso degli investimenti non si traduce pienamente in risultati, significa che lungo il percorso sono stati commessi errori, da entrambe le parti. Errori che non vanno nascosti dietro le dichiarazioni di principio, ma riconosciuti con lucidità. Perché la forza di una società non sta nel difendere le proprie scelte a prescindere, bensì nella capacità di correggerle al momento giusto. Solo così l’ambizione smette di essere una promessa e torna a diventare un obiettivo concreto.