Alla scoperta di Bohinen: qualità e geometrie al servizio della causa granata

Scritto da Antonio Scafuri  | 

Abbiamo ancora tutti davanti agli occhi il match vinto 2-1 contro la compagine viola di domenica scorsa, in cui i granata hanno sfoderato una prestazione eccellente fatta di aggressività, organizzazione di squadra, spirito di sacrificio dei singoli e sopratutto tanto cuore e determinazione. I meriti di Davide Nicola sono ascrivibili all'aver trovato un equlibrio tattico tra i vari reparti, registrando cosi una difesa che subisce poco in termini di occasioni avute dall'avversario e da un alto indice di pericolosità degli attaccanti granata. Se la Salernitana centra l'obiettivo della terza vittoria consecutiva (per la prima volta nella sua storia) che la riporta prepotentemente in lotta per la permanenza in serie A, un grande merito va dato al contributo inestimabile dei "tre tenori" di centrocampo, ovvero il terzetto Lassana Coulibaly-Ederson-Bohinen. Da quando il coach granata ha trovato la ricetta perfetta per schierare contemporaneamente questi tre gioielli in mezzo al campo, la squadra ha iniziato a beneficiare di importanti parametri di gioco, come la maggiore compattezza tra le linee di reparto, un alto indice di inventiva ed imprevedibilità delle giocate condito con un maggior contributo alla fase difensiva ed alla possibilità di servire e supportare maggiormente la fase propositiva. 

Se finora abbiamo rimarcato più volte l'apporto qualitativo di un giocatore come Ederson, in grado di assucurare giocate di fuoriclasse, imprevedibilità e capacità di inventare, cosi come la dedizione in termini di quantità e lavoro asfissiante di supporto tra le linee di Lassana, uno spazio lo merita anche il terzo tenore granata, ovvero Emil Bohinen. Il centrocampista norvegese classe 1999 è arrivato a Salerno ben lontano dalle luci dei riflettori e tutto l'ambiente granata ha aspettato con trepidazione che questa nuova scommessa (vinta, tra l'altro) del DS Sabatini potesse dar sfoggio a tutte le sue qualità e caratteristiche. Davide Nicola ha voluto aspettatare diverse settimane prima di integrare Bohinen nello scacchiere di partenza granata per facilitarne la sua completa integrazione e poter studiare attentamente tutti i parametri tecnici di questo ragazzo, cosi per poterli rendere al meglio al servizio di un nuovo inedito centrocampo a tre. Bohinen ricopre la posizione naturale di centrocampista centrale ma all'occorrenza può anche agire decentrato sulla destra, sia in qualità di mezz'ala che laterale. Da qui la sua prima caratteristica importante: la duttilità. Gli altri punti di forza del giocatore sono una propensione a puntare spesso l'avversario e capacità di dribbling, oltre che possedere un forte intuito nell'indovinare passaggi chiave e cercare spesso il fraseggio corto e veloce. Caratteristiche che lo rendono indispensabile come ruolo di mezz'ala, quindi abilità nel creare superiorità numerica in fase propositiva e adattabilità nel giocare in situazioni di linee di reparto strette con palla a terra, assicurando geometrie al centrocampo e rifinitura per gli attaccanti. Da marcare anche la sua propensione a cercare il tiro dalla distanza e l'abilità nei calci piazzati. In fase di non possesso, il giocatore risulta fondamentale nell'intercettare i passaggi avversari e l'abilità nel saper subire fallo. Per comprendere meglio come questo ragazzo abbia collezionato finora performances indiscutibili da quando veste la maglia granata, basta dare un'occhiata au punteggi rating: Bohinen ha ottenuto, in 396 minuti giocati, uno score di ben 6.96 e vantando anche un assist, classificandosi quarto nella classifica dei migliori punteggi granata finora (dietro solo a Djuric, Verdi e Coulibaly). Questo punteggio è frutto di ottime prestazioni come il 76% di precisione dei passaggi e 0.6 duelli aerei vinti a partita. Nella gara vinta contro la Fiorentina, Bohinen é salito assolutamente sugli scudi, risultando uno dei migliori in campo ed avendo registrato ben 18 passaggi chiave effettuati, 3 duelli aerei vinti e 2 palle intercettate.

Se Salerno ora può sognare un miracolo salvezza che fino a poche settimane fa sembrava un lontano miraggio é anche merito delle prestazioni di questo ragazzo, arrivato in punta di piedi e voglia di lavorare duro per integrarsi in un altro campionato. Bohinen ha avuto anche l'umiltà e la pazienza di saper aspettare il momento giusto per esordire, sapersi integrare e  regalare ai supporter granata la nascita di un importante tassello per inseguire tutti insieme questo obiettivo comune. Resta il fatto che finora, Bohinen è già una scommessa vinta del duo Iervolino-Sabatini.