C’è qualcosa di strano, quasi di scritto dal destino, nel cammino che la US Salernitana 1919 sta affrontando in questi playoff di Lega Pro 2025-2026. Un percorso duro, sporco, carico di tensione e significati nascosti, che sembra riportare alla memoria vecchie battaglie del passato granata. E adesso, davanti ai tifosi salernitani, torna un nome che inevitabilmente riaccende ricordi e cicatrici: Andrea Mandorlini.

Il sorteggio ha infatti messo sulla strada della Salernitana il Ravenna FC, squadra guidata proprio da Mandorlini, ravennate di nascita e uomo simbolo di una certa idea di calcio combattivo e provocatorio. Per i tifosi granata è impossibile non tornare con la mente a quella storica finale playoff contro il Hellas Verona FC, quando sulla panchina scaligera sedeva proprio lui. Una ferita sportiva mai del tutto cancellata, rimasta viva nella memoria collettiva dell’Arechi.

Ed è qui che il calcio, ancora una volta, sembra voler giocare con i simboli.

Perché questa Salernitana, guidata da Serse Cosmi, sembra essersi infilata dentro una specie di romanzo sportivo. Un percorso che parte da lontano, dalle macerie di una stagione fallimentare culminata con la retrocessione dalla Serie B, e che ora prova a trasformare rabbia e delusione in qualcosa di storico.

Il primo ostacolo è stato subito pesantissimo: la Casertana FC. Una partita nervosa, bloccata, sporca agonisticamente, vissuta sul filo della tensione. Una gara in cui la Salernitana ha dovuto vincere non soltanto contro un avversario duro e organizzato, ma anche contro un arbitraggio apparso fin troppo permissivo verso gli interventi rossoblù. Eppure i granata hanno resistito. Hanno stretto i denti, hanno saputo soffrire e, soprattutto, hanno dimostrato carattere. Quel carattere che spesso era mancato durante il campionato.

Ora arriva il Ravenna. E il Ravenna non è soltanto un avversario.

È un richiamo emotivo. È Mandorlini. È il passato che torna davanti agli occhi della Salernitana proprio nel momento in cui questa squadra sembra aver finalmente ritrovato un’anima.

Non sarà una sfida semplice. Il Ravenna arriva ai quarti con entusiasmo, organizzazione e leggerezza mentale. Mandorlini conosce perfettamente queste partite: sa come sporcarle, come trascinarle sul piano nervoso, come togliere certezze agli avversari. Ma la Salernitana, rispetto a qualche mese fa, appare diversa. Più compatta, più feroce, più consapevole.

E poi c’è il possibile scenario delle semifinali.

Da una parte potrebbe esserci l'Union  Brescia , squadra verso cui esiste uno storico rapporto di gemellaggio tra tifoserie. Sarebbe una semifinale dal sapore particolare, emotivamente intensa ma combattuta fino all’ultimo pallone. Dall’altra potrebbe emergere il Casarano Calcio, autentica sorpresa di questi playoff. Una squadra arrivata oltre ogni pronostico, spinta dall’entusiasmo e dalla voglia di stupire, ma che proprio in semifinale potrebbe pagare il peso mentale e fisico di un percorso incredibile. È la storia dei playoff: spesso le favole si fermano a un passo dal traguardo, schiacciate dalla pressione e dalla stanchezza.

E poi, sullo sfondo, quasi come il finale perfetto di una sceneggiatura già scritta, potrebbe materializzarsi la finale contro il Catania FC. Una delle grandi rivali di questa stagione. Una piazza caldissima, passionale, costruita per vincere. Sarebbe una finale enorme per la categoria, forse la più pesante e affascinante possibile.

Per la Salernitana, però, questi playoff rappresentano molto più di una semplice rincorsa alla Serie B.

Rappresentano la possibilità di riscrivere completamente il significato di questa stagione. Perché dopo una retrocessione traumatica, dopo mesi di contestazioni, rabbia e delusione, vincere i playoff significherebbe trasformare un fallimento in rinascita. Sarebbe un’impresa storica anche per un altro motivo: raramente una squadra appena retrocessa dalla Serie B è riuscita a vincere subito i playoff di Lega Pro, soprattutto in un torneo così lungo, duro e logorante.

E allora il destino sembra davvero voler mettere tutto al posto giusto: Mandorlini ancora sulla strada dei granata, i vecchi nemici, le sfide emotive, le pressioni, le rivalità e infine forse il Catania all’ultimo atto.

Ma stavolta Salerno spera che la storia possa finalmente avere un finale diverso.