Non basta l'ottima prestazione dei granata, con Zielinski il Napoli si impone all'Arechi

Scritto da Ettore Aulisio  | 

La Salernitana cade al minuto sessantuno, quando Elmas scodella un pallone dalla sinistra per l'inserimento di Politano che sfrutta l'uscita avventuriera di Belec, invitando Petagna al colpo di testa a porta praticamente vuota. L'ex Atalanta timbra la traversa e dopo un batti e ribatti sugli sviluppi di un tiro al volo di Mario Rui, Zielinski raccoglie la sfera e di sinistro buca un non impeccabile estremo difensore della Salernitana. L'esecuzione di Belec assomiglia moltissimo al gol di Zapata contro l'Atalanta, quando il colombiano fece passare il pallone sotto le braccia del numero settantadue granata. 

Il gol partita incarna alla perfezione i punti chiave di tutto il match, disordine, agonismo, lotta, superiorità degli effettivi del Napoli e difesa non arrendevole della Salernitana. Alla fine a decidere il derby campano sono stati i dettagli, venuti fuori tutti nell'unica occasione in cui i partenopei hanno attaccato con cattiveria e decisione, in virtù anche di un'ottima prestazione granata.

Nel primo tempo un Arechi infuocato guida i suoi beniamini a lottare su ogni pallone, a difendere i numerosi tentativi di affondo dei giocatori talentuosi del Napoli e tentare, magari, quella ripartenza che avrebbe fatto esplodere le circa diciassettemila presenze sugli spalti. L'unico vero spavento dei primi quarantacinque minuti passa proprio dai piedi di Zielinski. Il centrocampista polacco spara alto sopra la traversa da pochi passi, sciupando clamorosamente un gol fatto. Continua la gara nel segno della tattica, con gli  azzurri più propositivi, ma le numerose interruzioni spezzettano i ritmi e Fabbri improvvisamente manda tutti negli spogliatoi. Il parziale recita 0-0 tra Salernitana e Napoli.

Nella ripresa nessun cambio registrato, anche se determinanti potrebbero rivelarsi i centimetri di Djuric o Simy nella Salernitana, come nel Napoli scalpita Lorenzo Insigne, lasciato fuori a sorpresa dal tecnico Spalletti. Nei primi minuti i padroni di casa sono più convinti, il pubblico si infiamma e gli errori di Mario Rui prima e di Fabian Ruiz poi esaltano un Ribery fondamentale, forse troppo altruista negli ultimi metri. Gondo al cinquantanovesimo viene murato in angolo da Koulibaly, mentre partono i cambi e si consumano le staffette: nel Napoli Lozano e Mertens (prova opaca per entrambi), lasciano posto a Petagna ed Elmas. Proprio un minuto più tardi, come raccontato nella premessa dell'articolo, i due neoentrati restano coinvolti negli sviluppi della manovra che porterà Zielinski a timbrare il vantaggio partenopeo. L'Arechi resta gelato, i giocatori del Napoli si coinvolgono in un intenso abbraccio, Spalletti ed Insigne esultano ed incitano i compagni. Ma non è finita e Colantuono sa che i derby non muoiono fino al triplice fischio, così entrano in mischia sia Simy che Djuric. Si riscaldano gli animi, i cartellini rossi per Kastanos prima e per Koulibaly poi lasciano in dieci entrambe le compagini. Proprio dal fallo di Koulibaly, nasce l'opportunità più ghiotta per la Salernitana, quando Ribery calcia una punizione perfetta salvata dalla testa di Di Lorenzo, il quale salva Ospina e il Napoli. Nelle ultime battute è Gagliolo a mandare in curva un pallone invitante in piena area napoletana, mentre per gli azzurri ci provano Elmas e Mario Rui senza esiti positivi.

La Salernitana ha poco da recriminare, la compagine di Colantuono ha giocato e disputato un'ottima partita contro un avversario che corre ad ampie falcate verso il titolo di Campione di Inverno. Il Napoli porta a casa il bottino pieno, seppur faticando contro una squadra inferiore, almeno sulla carta. Registrerà problemi l'espulsione di Kastanos che obbligherà Colantuono a schierare in campo, nellla trasferta di Roma contro la Lazio, gli unici tre effettivi rimasti disponibili a centrocampo.