Salernitana-Roma 0-4: dopo un primo tempo di tenuta, i granata cadono sotto i colpi dei giallorossi

La Roma cala il poker all'Arechi.

Scritto da Ettore Aulisio  | 

Pronti via e l'andazzo del match dell'Arechi, già dal primo tempo, sembra dimostrare a tutti il proprio copione: i granata difendono il risultato, come previsto, mentre i giallorossi assediano l'area di rigore. Non ci sono particolari occasioni per la Roma nella prima frazione, se non un destro violento di Vina e una girata di testa di Tammy Abraham, il quale sembra troppo ingabbiato dalla retroguardia difensiva della Salernitana. Ma la Roma è presente, lo si sente nell'aria, Mourinho nell'intervallo ai suoi deve raccomandare di avere pazienza, di trovare lo spazio giusto, visti i pochi varchi concessi in attacco. Castori l'ha preparata in questo modo e ha retto per quarantacinque minuti. Rinuncia anche a Simy il tecnico marchigiano che, visto lo stop di Milan Djuric, getta nella mischia il solo Bonazzoli contro l'attenta guardia di Ibanez e Mancini. Nessun cambio registrato nella ripresa, scendono sul terreno di gioco gli stessi ventidue del calcio di inizio e il copione, tuttavia, non cambia.

La Roma attacca a pieno organico già al quarantaseiesimo, quando Carles Perez, sostituto di Zaniolo squalificato, calcia di sinistro mandando la sfera di poco a lato della porta difesa da Vid Belec. E' questione di minuti e, al quarantottesimo, il gol arriva. Vina pesca in area il tutto solo Lorenzo Pellegrini che trafigge, da posizione defilata, l'estremo difensore granata. Il capitano giallorosso è una sentenza per le neopromosse, quattro dei suoi ultimi cinque gol sono arrivati, infatti, contro squadre provenienti dal campionato di Serie B. 

La Salernitana appare in difficoltà, a tratti quasi non pronta a gestire una situazione di svantaggio dinanzi a una squadra di tutto rispetto. Viene ammonito Aya, mentre poco dopo la Roma raddoppia. Splendida azione dei capitolini, triangolo tutto di prima: Abraham, Mkhitaryan e Vereout chiude tutto alle spalle di Belec. Pesante, si, subire due gol in cinque minuti, ma i granata si affacciano immediatamente nell'area di rigore avversaria. Obi serve tutto solo Bonazzoli che manda fuori. Rui Patricio non ci sarebbe arrivato. 

Dunque, Castori inserisce Simy, la squadra con la punta di riferimento si alza, scambia rapidamente il pallone, prova a costruire azioni che porterebbero al gol dell'1-2. Al sessantesimo bella iniziativa di Ruggeri che, scappando a Carles Perez, mette un cross delizioso liberato da Mancini. Pochi squilli, forse gli ultimi. Quattro minuti dopo è Abraham a rischiare di chiudere i giochi, con un colpo di testa ben indirizzato sul secondo palo. Belec ci arriva con la punta delle dita e nega la prima gioia italiana all'attaccante inglese. Ancora Belec superlativo, nel continuo dell'attacco, il quale vola su un destro pericoloso di Veretout.

Il match assume tinte giallorosse. Al sessantanovesimo Abraham calcia, tutto solo, la palla accarezza il palo e poggia delicatamente in rete. Arriva ora, si, la prima marcatura italiana per l'ex Chelsea. In questo momento la partita offre poche emozioni, con il giro palla della Roma, la Salernitana timida e l'ingresso in campo, da una parte e dall'altra, dei calciatori dalle panchine. Il poker della Roma arriva, tuttavia, al minuto settantanove con la doppietta di Lorenzo Pellegrini che pennella all'incrocio.

Quattro a zero. Abisso manda tutti sotto la doccia, dopo il triplice fischio. La Salernitana non si presenta con un risultato felice alla prima in Serie A dinanzi ai propri tifosi. I rinforzi sono urgenti e, riprendendo la forma di qualche interprete, la squadra granata potrebbe giocarsela a viso aperto con tutte le compagini della massima serie. Certo, anche l'inesperienza ha fatto il suo. La dimostrazione arriva dalla lettura dell'incontro, primo tempo a porte inviolate, con la retroguardia granata solida e compatta. Nella seconda parte di gioco il primo gol ha spianato la strada ai giallorossi verso la goleada. Infine, la Roma si dimostra forte, bella da vedere e, in una Serie A ridimensionata, conferma di poter dire la sua.