La Salernitana ha un compito che va oltre la classifica. Deve riconquistare il suo pubblico. Deve riaccendere un amore che a Salerno non è mai stato tiepido, ma che negli ultimi tempi si è incrinato tra delusioni, retrocessioni e promesse non mantenute.

Una ferita ancora aperta

Dopo stagioni vissute tra sogni di salvezza e bruschi ritorni alla realtà, l’entusiasmo dell’Arechi si è affievolito. Non è venuta meno la passione, ma la fiducia sì. E senza fiducia, anche il tifo più caldo perde voce. La retrocessione ha lasciato cicatrici profonde: non solo sportive, ma emotive. Perché a Salerno la Salernitana non è solo una squadra, è identità, appartenenza, orgoglio.

Ripartire dalle fondamenta

Riconquistare il pubblico non significa soltanto vincere partite. Significa dare un senso al progetto. Servono scelte chiare, comunicazione trasparente, programmazione credibile. La tifoseria granata ha sempre dimostrato maturità: sa accettare le difficoltà, ma pretende impegno, coerenza e rispetto.

La società deve tornare a parlare alla sua gente. Aprirsi, spiegare, coinvolgere. Far sentire ogni tifoso parte di un percorso e non semplice spettatore di decisioni calate dall’alto.

L’Arechi deve tornare un fortino

Lo stadio deve tornare a essere un alleato. Quando l’Arechi spinge, la Salernitana cambia volto. I giocatori lo sanno: indossare quella maglia comporta responsabilità, ma anche privilegio. Chi scende in campo deve farlo con fame, sacrificio, senso di appartenenza.

Non servono proclami. Servono prestazioni che parlino da sole. Servono sudore e coraggio.

Il valore della memoria

Salerno ha una storia calcistica fatta di sofferenze e rinascite. Le promozioni conquistate contro ogni pronostico, le salvezze strappate all’ultimo respiro, le cadute e le risalite. È da lì che bisogna ripartire: dalla memoria di un popolo che non ha mai smesso di crederci.

Riconquistare il pubblico significa ricordare chi si è, prima ancora di decidere dove si vuole andare.

Un patto nuovo

La Salernitana ha bisogno del suo popolo. Ma oggi è il popolo che ha bisogno di segnali. La riconquista non si impone, si merita. Con il lavoro quotidiano, con la dignità nelle sconfitte e l’umiltà nelle vittorie.

Il messaggio è semplice: tornate a essere squadra nel senso più pieno del termine. Solo così l’Arechi tornerà a riempirsi non per abitudine, ma per convinzione.

E allora sì, Salernitana: riconquista il tuo pubblico. Non con le parole, ma con i fatti.